Rom, ancora proteste: presidio a Genova

Dopo <strong><a href="/a.pic1?ID=261326" target="_blank">gli scontri di Napoli</a></strong>, la protesta esplode anche nel capoluogo ligure: un centinaio di abitanti ha interrotto
il traffico delle auto per manifestare contro il campo nomadi sorto
nell’ex area Mira Lanza

Genova - Da Napoli a Genova, si allarga la protesta contro i campi rom. Un centinaio di abitanti del quartiere genovese di Teglia, questa mattina, hanno interrotto il traffico delle auto nella via più trafficata del quartiere per far sentire la loro voce contro il campo nomadi sorto nell’ex area Mira Lanza. Intanto, nel capoluogo partenopeo, gli zingari hanno abbandonato gli insediamenti alla spicciolata, di continuo, temendo episodi di intolleranza e rivalsa.

Proteste nel capoluogo ligure Chiedono più sicurezza, il rispetto delle regole minime di vita comune e denunciano le disastrose condizioni di igiene in cui versa l’edifico. L’ex area Mira Lanza, storica fabbrica di sapone abbandonata a fine anni Settanta, è stata occupata da circa trecento nomadi, che hanno trasformato gli ex capannoni industriali in case di fortuna. Disastrose le condizioni di vita all’interno del campo: i rom vivono senza acqua e senza servizi igienici in mezzo a mosche e rifiuti. La polizia ha parlato persino di "interi stanzoni pieni di escrementi ovunque, anche sui muri, utilizzati come bagni". Nell’area, attualmente di proprietà della Pirelli Re, sarebbe dovuto sorgere l’ospedale di vallata, progetto per ora accantonato. L’ex area Mira Lanza è occupata abusivamente da diversi anni, ma la situazione è peggiorata con l’arrivo dei nomadi sgomberati a marzo scorso dal campo del Greto di Cornigliano.

A Napoli i rom lasciano gli accampamenti Notte tranquilla per le forze dell’ordine sul fronte delle tensioni tra napoletani e nomadi rom; i presidi di polizia davanti ai campi tra i quartieri di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio hanno scongiurato atti di violenza. Tre gli accampamenti "sotto scorta": quello di via Dorando Pietri, proprio a Ponticelli, dove lunedì notte sono state incendiate quattro baracche vuote con molotov, quello di via Malibran, dove il fuoco è stato appiccato a una roulotte, e quello di via Argine, oggetto di una fitta sassaiola. I nomadi hanno, però, abbandonato gli insediamenti alla spicciolata, di continuo, temendo episodi di intolleranza e rivalsa per il tentativo di sequestro di una bimba di sei mesi di cui è accusata una 16enne rom arrestata sabato.