Rom «arruolati» per la protesta dei centri sociali

Dagli ambulanti agli studenti: ognuno sfila con le sue richieste

Nella marmellata celebrativa del 25 aprile c’è anche la protesta dei «paninari». Gli ambulanti del «panino con porchetta» manifestano contro il governo uscente. Questione di tasse, di Iva e non si capisce cos’altro. E così tra un hamburger e un cartoccio di patatine rifilano agli avventori un volantino che non contiene nessun riferimento al 25 aprile. Ma, dicono, è almeno «un’occasione per farci quattro lire in più».
Lo dicono pure a Gino Strada che tra gli applausi reclama il ritiro delle truppe dall’Irak, tanto per cambiare. Richiesta che trova supporter tra gli spettatori di una messa in scena davvero particolare, quella di cinque ragazzi incappucciati di nero e con i polsi legati da cavi elettrici: sostengono di interpretare gli orrori iracheni del carcere di Abu Ghraib. Tra i fan dell’originalità teatrale ci sono anche quelli dei collettivi studenteschi che si esibiscono al 25 aprile con pettorine anti-Moratti. La scritta? «Moratti, Milano ti ripudia». La definiscono «contestazione festosa, giusto un po’ di cinema». Altrimenti? «Noia, noia e ancora noia». Sostantivo femminile che, dicono quelli dei collettivi, si può appioppare all’aspirante sindaco del centrosinistra, Bruno Ferrante, senza tema di smentite. Boutade, mezze verità raccolte mentre dai camion dei centri sociali si spara musica a tutto volume. Che genere? Da «Bella ciao» a «se vedi un punto nero spara a vista, o è un carabiniere o un fascista» sino a «vorrei vedere la piramide di Cheope ma sono mezzo miope».
E le bandiere? Vabbè, rosse e solo rosse che, secondo Franco Giordano di Rifondazione, «sono qui legittimamente, non c’è niente di strano». Tutto come sempre, come ogni 25 aprile con la stessa retorica, ciarpame e girotondo d’ordinanza. Ma, stavolta, c’è un dettaglio: a fare il girotondo sono i rom che all’altezza di piazza San Babila ballano con le venticinque sagome degli autonomi arrestati. Anche i nomadi impegnati a gridare «fuori i compagni dalle galere». Obiettivo che non interessa però quel vecchio col pugno chiuso alzato: lui, dal palo della luce in piazza Duomo, reclama «voglio una casa». Desiderata in attesa di risposta come quella di chi vorrebbe «Zapatero santo». Che, tranquilli, è lo stesso che vorrebbe «Prodi santo».