Rom cercano di sottrarle il cane ma è lui a salvarsi dal sequestro

L’episodio in via Granello Non è la prima denuncia

(...) da parte di alcuni zingari. Non in una zona periferica della città, non in ore notturne.
Siamo nella centralissima via Granello, alle 14.30 di giovedì 22 maggio. La signora Roberta sta passeggiando con il suo cane. Un piccolo maltese, dal colore bianco candido che risponde al nome di Cleant: «Stavo camminando tranquillamente con il cane al guinzaglio- racconta la signora- quando un giovane zingaro mi si è avvicinato e ha cominciato ad accarezzare il cane e a fargli dei complimenti. In quel momento non ho pensato che vi potesse essere un secondo fine nel gesto affettuoso del giovanotto, poi però si sono avvicinate altre due persone». E da qui è cominciato il panico per Roberta che si è vista circondata: «Erano in tre e mi hanno portato verso il muro. Giravano intorno al cane - prosegue le donna-. In quel momento non c’era nessuno sul marciapiede e ancora non mi stavo rendendo conto di quello che accadeva».
Se a rendersi conto di quello che stava per succedere non è stata la signora, ci ha pensato il piccolo cane Cleant, che ha cominciato ad abbaiare e ringhiare contro i tre zingarelli: «Solitamente è un cane docile che non attacca, ma ha compreso la situazione ed è stato lui a capire che me lo stavano portando via: si è ribellato azzannando uno dei ragazzi, prendendolo per i pantaloni».
Così Cleant è riuscito a mettere in fuga i tre zingari e a salvarsi con la sua padrona che dopo la brutta avventura non ha però pensato di andare a sporgere denuncia ai carabinieri: «E ho sbagliato. Ecco perché mi rivolgo ora al «Giornale». La mia denuncia pubblica vuole essere anche di avvertimento per gli altri- continua- per chi come me potrebbe subire un’aggressione del genere».
Qui non si tratta del racket dei cani per poi portarli a combattere, ma ci sono due strade che sembrerebbero essere seguite dai nomadi: o tenerli per poi accompagnarli nell’elemosina, oppure proprio sottrarli ai padroni per estorcere denaro in cambio della restituzione dell’animale. C’è chi racconta essere stato soggetto ad episodi analoghi per cui sono stati chiesti anche mille euro di riscatto per non rapire l’amico a quattro zampe. Situazioni sempre più diffuse in città che hanno come vittima dei raggiri proprio i più anziani, sia perché è più semplice sottrarre loro i cani, sia perché è facile colpirli sul lato emotivo e sull’importanza che possono rappresentare per una persona che, magari, vive da sola: «Infatti non credo neanche che il furto sia legato alla razza o alla taglia che possono avere, quanto a chi li porta in giro- racconta Roberta S.-. Quello che mi viene da consigliare, dopo la mia esperienza, è alle persone anziane di stare attenti, perché questa gente gioca proprio sulla compagnia che questi animali fanno e sul loro ruolo nell’esistenza delle persone per richiedere taglie alte».