Rom clandestini occupano una chiesa abusivamente

Sono entrati l'altra sera dopo le sette, quando cominciava a fare buio e il parroco, don Carlo Vinco, aveva da poco celebrato la messa. Cinquanta rom romeni quasi tutti irregolari, di cui la metà bambini, che il Comune di Verona aveva allontanato da un centro di accoglienza, hanno occupato la chiesa di San Tomaso, una basilica del Quattrocento a due passi dal balcone di Giulietta. I banchi sul fondo sono stati spostati verso il centro, per accatastare coperte e materassi; vestiti sparsi per terra, bimbi che corrono dappertutto, disordine, sporcizia, cattivo odore. Il bivacco si è prolungato ieri notte sotto le tele di Girolamo dai Libri, tra lo stupore dei fedeli, lo sconcerto della Curia e l'immobilità delle autorità veronesi. Fino all'altro giorno gli immigrati erano ospitati in una struttura allestita due anni fa in un piccolo aeroporto dismesso. Sistemazione provvisoria offerta dalla giunta ulivista che guida Verona dal 2002. Ma il Comune non si decideva a trovarne un'altra, finché un ultimatum del governo ha imposto lo sgombero dell'area entro il 31 luglio scorso. Il Comune aveva trovato una superficie attigua e ottenuto una proroga dello sgombero fino a oggi. I lavori per la nuova struttura (35 casette) non sono ancora finiti: ieri sono stati fatti i collaudi degli allacciamenti di luce e gas, ma il termine di consegna fissato dal prefetto non sarà rispettato. Tuttavia il guaio più grosso è venuto a galla venerdì, quando l'amministrazione ha comunicato ai rom che soltanto i regolari avrebbero potuto essere ospitati nel campo in costruzione. Così l'altra sera, spalleggiati dai giovani del centro sociale La Chimica, i romeni si sono impadroniti della chiesa.