Rom, don Colmegna bacchetta la Provincia

«Bisogna cominciare ad affrontare seriamente l’emergenza nomadi»

Gianandrea Zagato

«Mi auguro che nella prossima settimana si cominci a affrontare l’emergenza seriamente». Strigliata firmata don Virginio Colmegna. Anche lui in attesa che il progetto di Filippo Penati si concretizzi, che i Comuni del centrosinistra diano cioè il via libera per ospitare il «villaggio solidale», quello che dovrebbe ospitare i rom sfrattati da via Capo Rizzuto.
Attesa troppo lunga, secondo don Colmegna: «Noi non possiamo veramente tenerli oltre. Ci impegniamo a continuare a ospitare una ventina di persone, famiglie con bambini, che hanno bisogno di maggiore assistenza. Per tutti gli altri abbiamo dato la disponibilità a tenerli il pomeriggio e fornirgli i pasti, ma la notte dovranno andarsene in una struttura messa a disposizione della Provincia», dice il direttore della Casa della Carità. Richiamo agli impegni presi dall’inquilino di Palazzo Isimbardi che aveva garantito una sistemazione definitiva e a breve: cinque aree alle porte di Milano di proprietà della Provincia, della Serravalle e in un caso di privati. Ma all’appello manca ancora la disponibilità delle giunte di centrosinistra coinvolte loro malgrado: tutte timorose di giocarsi il consenso elettorale per dare un tetto ai nomadi.
Paure della politica che, una di volta di più, abdica al suo ruolo e lascia affrontare la questione al mondo del volontariato e della solidarietà. O come nel caso del primo cittadino di Cinisello, Angelo Zaninello (Rifondazione), fa sapere di essere favorevole ma in cambio, naturalmente, di una contropartita. Atteggiamento ben differente da quello dell’amministrazione meneghina che sul tema ha scucito due milioni di euro dal 1997 a oggi, ovvero qualcosa di più delle vuote parole recitate come un mantra dal buonismo del centrosinistra in salsa meneghina.