Rom e clandestini Il lamento ipocrita dei «progressisti»

Sono ipocriti i lamenti e l'indignazione di certi giornali, commentatori e politici dopo la scoperta che alcuni sottotetti della Galleria sono stati occupati famiglie rom. Dov'è la meraviglia, dov'è lo scandalo? Il problema non è, banalmente, la gestione della Galleria. Dovrebbe essere invece chiaro per tutti che a Milano abusivismo, immigrazione clandestina e illegalità diffusa sono fuori controllo. Non ripetono forse quei giornali con stucchevole monotonia che «no alla repressione, sì all'integrazione?». Come se le due cose non possano coesistere. E poi: qualcuno di quei commentatori si è forse scandalizzato quando la prefettura - cioè lo Stato, cioè il governo - ha autorizzato 500 abusivi a sistemarsi accanto a 350 ambulanti regolari per gli Oh bej Oh bej? Nessuno di loro ha osservato che tanta inaudita (e illegale) tolleranza è un invito formale per mille abusivi l'anno prossimo. E come commentano, questi alfieri dell'accoglienza, la circostanza che 5000 alloggi popolari sono occupati abusivamente (spesso da italiani) mentre miglia di famiglie in regola aspettano dopo aver fatto una inutile domanda? Che bisogna cacciare gli abusivi? No, rispondono che bisogna costruire più case. Insomma, colleghi della grande stampa «progressista, illuminata, tollerante e riflessiva» basta con le ipocrisie. A Milano circolano migliaia di rom e altri clandestini che possono delinquere sapendo di farla franca (il caso dei baby-schiavi della Stazione centrale e dei loro «padroni» è illuminante). Sono dovunque, perché non dovrebbero essere in Galleria? Consiglierei, anzi, di dare un'occhiata ai sottotetti di palazzo Marino o della Prefettura, non si sa mai.