Rom e mafia, il cardinale schiaffeggia la città

Non pensare solo a grattacieli, Expo e facili guadagni. Ma anche all’accoglienza, a partire da quella dei rom. Ecco l’appello ai milanesi lanciato dal cardinale Dionigi Tettamanzi durante il tradizionale discorso di Sant’Ambrogio. «Per rendere grande Milano non bastano gli edifici, i ponti, i grattacieli ma sono indispensabili la dedizione agli altri e la cura degli ultimi». Tettamanzi lancia anche l’allarme mafia e chiede più chiarezza e trasparenza: «La nostra città è interessata da progetti di grandi opere che esigono ingenti quantità di denaro e per le quali sono possibili interferenze e infiltrazioni della criminalità organizzata». Nel discorso non mancano i complimenti agli «angeli» della città impegnati nel volontariato e ai milanesi «con il cuore in mano» per l’aiuto che tante famiglie e parrocchie hanno dato ai rom sgomberati dai campi.
All’arcivescovo risponde il sindaco, Letizia Moratti: «Milano, che accoglie il maggior numero di stranieri in tutta Italia, è una città accogliente e che chiede di rispettare la legalità». In sintonia il vicesindaco, Riccardo De Corato: «Non dobbiamo vergognarci di nulla». Roberto Formigoni parla del rischio mafia: «Abbiamo già preso iniziative per vigilare». Soddisfatto dell’intervento sull’Expo Lucio Stanca, ad della società di gestione: «Parole profonde che indicano una direzione in cui riconoscerci tutti».
Alla fine del discorso del cardinale, il silenzio della basilica è stato interrotto da un grido: «Aiutate i bambini rom».