Rom e sporcizia: Saxa Rubra come il Far West

Oggi riunione in Prefettura del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica sul degrado in XX Municipio. I residenti: «Il Comune ci ha abbandonato»

Marcello Viaggio

Saxa Rubra, il Far West di Roma. Il regno indisturbato dell’illegalità, del caporalato e dello sfruttamento del lavoro nero, delle baracche abusive, dove da anni rom, delinquenti e clandestini danno «scacco matto» al Comune di Roma. Se ne parlerà questa mattina al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza convocato dal Prefetto Achille Serra. La zona, a partire dal cimitero e dal quartiere di Prima Porta, si estende a nord di Roma, nel XX municipio. Impossibile ormai calcolare quante persone vivono nelle grotte artificiali nella zona La Celsa, in Via Frassineto, lungo il Tevere (nei pressi della pista ciclabile), nelle ex fornaci Mariani, sotto i ponti dei fossi di Prima Porta e sotto i ponti della nuova Flaminia all’altezza della Villa di Livia/Tiberina, ai bordi della Flaminia all’altezza di Grottarossa tra le folte siepi, a via Bellagio, lungo la marana di Labaro, nonché nei pressi dello svincolo Gra di Labaro.
«Il clima di illegalità diffuso crea da tempo rabbia e malcontento negli abitanti - denuncia il presidente dell’Osservatorio Sociale, Luigi Camilloni - Piazza Saxa Rubra è diventata il simbolo dell’assenza di politiche di controllo e prevenzione. Troppe donne e troppi uomini, bambini e anziani, vivono di espedienti, di illegalità e in condizioni abitative disumane sotto gli occhi di tutti. Spero che questo Comitato provinciale segni una svolta decisiva sia per la lotta alla criminalità che contro il proliferare delle baracche nel XX Municipio, dove c'è la più alta concentrazione di tutta Roma». «L’augurio - conclude Camilloni - è che si prenda come esempio il “modello Bologna” dove il Sindaco di sinistra Sergio Cofferati ha mobilitato le ruspe e i vigili urbani per ridurre il fenomeno delle baraccopoli. A Roma il Comune è finora latitante, ed è l’unico vero responsabile del degrado della zona».
Un ruolo di primo piano nel rendere la zona invivibile lo svolgono i nomadi, che occupano da tempo immemorabile il posteggio Atac di Saxa Rubra. Da lì partono la mattina per andare a mendicare in centro e lì taglieggiano gli utenti del trasporto. Ogni tanto il Comune proclama di avere sgomberato l’insediamento, ma solo dopo che le roulottes spontaneamente hanno abbandonato il posto per trasferirsi altrove. Ma solo per due-tre giorni, poi riprendono possesso del parcheggio. Di controlli veri neppure a parlarne. «I rom non smobilitano fidando nell’indifferenza del Campidoglio, ed i cittadini per parcheggiare accanto alle roulottes devono pure pagare - denuncia il capogruppo Dc alla Regione, Fabio Desideri - Il paradosso è che i pendolari più “ottimisti”, dopo essersi contesi i pochissimi posti rimasti liberi tra le roulotte, i camper e le baracche di legno, devono pure pagare il ticket al Comune». Il parcheggio Atac di Saxa Rubra è stato realizzato per il Giubileo del 2000, conta ben 500 posti auto, alcuni dei quali riservati ai disabili, è a pagamento e risulterebbe pure in teoria vigilato. Da lì è possibile salire sul treno della ferrovia Roma-Viterbo e sui bus del Cotral. «Ma ormai – spiega Desideri – la grande area sosta sembra essere “proprietà” dei rom. I cittadini e i pendolari non sanno più a che santo votarsi. L’indifferenza del Campidoglio di fronte a una situazione di palese illegalità è un atto inaudito, gravissimo».
Sul degrado di Saxa Rubra accuse al Comune di Roma, sia pure in modo indiretto, arrivano perfino dai Ds della Regione. «Prima Porta ha diritto a vivere in pace - afferma dalla Pisana il presidente della commissione lavori pubblici e casa, Giovanni Carapella - L’escalation di violenze ha avuto il punto più alto con la morte di un italiano in uno scontro con immigrati». «Piazza Saxa Rubra - afferma l’esponente Ds - è divenuto un ambiente degradato e insicuro anche perché punto di ritrovo di tanti stranieri, spesso in stato di ubriachezza, che passano lì gran parte del giorno, con atteggiamenti slegati da ogni senso civico. Una delle ragioni - spiega Carapella - è rappresentata dal problema del caporalato, che determina una massiccia presenza di stranieri nella piazza. Se non vogliamo trovarci di fronte ad una seconda emergenza simile a quella del Trullo occorre intervenire subito».