Rom, la grande fuga: da 10mila a 1200 con la tolleranza zero

Uno sgombero ogni tre giorni e la presenza dei nomadi in città è scesa a 1.200 persone, dopo aver toccato la cifra record di diecimila nel 2007. I numeri vengono snocciolati dal vice sindaco Riccardo De Corato che però adesso rilancia e chiede al Governo interventi energici come quelli di Sarkozy in Francia che ha iniziato a espellere gli zingari, pur comunitari, se privi di mezzi di sostentamento. La cifra record di presenze venne toccata nel 2007, quando la Romania entrò nell’Unione europa e i loro cittadini, nomadi compresi, ebbero il diritto di circolare senza restrizioni in Eurolandia. I capi di governo più lungimiranti, come il socialista Zapatero in Spagna, intuirono il pericolo e imposero una moratoria, mentre Prodi li accolse a braccia aperte. Risultato i campi esistenti si gonfiarono e nuovi insediamenti abusivi nascevano quotidianamente
«Poi con un’azione costante del Comune e della Prefettura, che ha prodotto 302 sgomberi in tre anni - spiega De Corato - siamo riusciti a contenere l’esplosione di flussi. Attualmente i rom a Milano sono circa 1.200». Gli insediamenti abusivi più numerosi sono all’ex Innse di via Rubattino - il più importante con circa 250 persone - in via Pestagalli e via San Dionigi, tutti presto oggetto di altri sgomberi.
«Ma è importante lanciare un altro segnale - conclude il vice sindaco - e cioé quello dei rimpatri per chi non ha le condizioni di autosostentamento e vive di espedienti illeciti, occupando illegalmente aree pubbliche e private. Esattamente come fa la Francia di Sarkozy».