Rom investe e uccide passante sulle strisce Rischiato il linciaggio

Alla periferia di Milano i vigili salvano dai residenti inferociti un nomade che in auto aveva falciato un anziano sulle strisce pedonali. Il giovane viene riconosciuto, abita lì vicino, in un campo rom appena sgomberato

Milano - Ha rischiato di essere linciato dai passanti inferociti dopo aver investito e ucciso mentre era alla guida della sua auto un uomo che attraversava la strada sulle strisce pedonali. La gente del quartiere Quarto Oggiaro, zona «difficile» della periferia nord-ovest di Milano, lo ha aggredito prima a male parole, poi qualcuno stava per mettergli le mani addosso. In particolare quando è venuta fuori la sua identità: tra la folla, infatti, c’è stato chi ha riconosciuto nel responsabile di quel brutto incidente uno zingaro italiano della zona, residente in uno degli insediamenti ormai stanziali a ridosso di quell’area di Milano dove, da qualche giorno, è stato sgomberato e chiuso lo storico campo rom di via Triboniano.

Il terribile investimento è avvenuto una manciata di minuti prima delle 20 di ieri sera in largo Boccioni. La vettura dello zingaro - un 18enne di nome Michele - è una Renault Clio ed era diretta a velocità piuttosto sostenuta verso il centro città. In mezzo alla strada c’è uno spartitraffico dove passa la linea tranviaria 12. La vittima - un uomo di 65 anni, S. R. - era appena sceso dal mezzo pubblico e si accingeva ad attraversare la carreggiata, un lungo rettilineo, sulle strisce pedonali quando è stato falciato dalla Renault Clio. Lo zingaro alla guida si è fermato subito, ma non è uscito dalla sua vettura che è stata subito circondata da passanti che hanno cominciato a urlare contro di lui. Nel frattempo qualcuno tra i residenti ha avvertito telefonicamente il 118 e i soccorsi sono arrivati subito. Gli operatori del pronto intervento hanno espresso immediatamente il loro scetticismo sulle condizioni del povero pedone. «Lo abbiamo portato all’ospedale Sacco, ma ci sono ben poche possibilità che possa farcela: le sue condizioni sono gravissime» hanno spiegato i medici dell’ambulanza. Infatti l’uomo è morto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso.

Nel frattempo, sul luogo dell’incidente le due pattuglie di vigili urbani arrivati per i rilievi, vista l’ira dei residenti contro il giovane zingaro, hanno pensato bene di chiamare un’altra vettura di rinforzo e di avvertire i carabinieri. Tuttavia, giunti sul posto, i militari non hanno più trovato nessuno.

Sottoposto all’alcol test lo zingaro Michele non è risultato ubriaco. Quindi, come prevede il codice della strada in casi come questi, l’investitore è stato denunciato per omicidio colposo e l’auto gli è stata sequestrata. La salma, invece, ora si trova all’obitorio, a disposizione dell’autorità giudiziaria, per essere sottoposta all’autopsia.

Era ubriaco, invece, il rom che lo scorso 5 aprile, a Roma, aveva investito tredici persone ferme alla fermata dell’autobus delle quali tre erano state ricoverate d’urgenza in ospedale in condizioni gravi. Tuttavia il caso più grave è quello che risale all’aprile 2007. Quando nelle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, un rom 22enne, che guidava ubriaco alla guida di un furgone, falciò 5 ragazzi, uccidendone quattro sul colpo e mandandone uno all’ospedale in condizioni gravissime.