Rom mendica a 4 anni. I giudici: non è schiavitù Facevano prostituire donna incinta: 2 arresti

Secondo la Cassazione, non sempre si può definire &quot;schiavitu'&quot; la condizione dei bambini rom che mendicano, in alcuni casi è &quot;anche tradizione culturale&quot;. Annullata la condanna per la madre del rom trovato a chiedere le elemosina. Roma: <strong><a href="/a.pic1?ID=310040">facevano prostituire una donna incinta</a></strong>

Roma - Secondo la la Cassazione, non sempre si può definire ’"schiavitu" la condizione dei bambini rom sorpresi a mendicare. Il confine tra riduzione in schiavitù o esigenze dettate dalla povertà è molto labile quando si tratta di popolazioni rom dove i genitori "anche per tradizione culturale" mendicano per le strade assieme ai figli.

Condanna annullata La Cassazione ha annullato la sentenza di condanna per una mamma rom arrestata perchè trovata a chiedere l’elemosina insieme al figlio. La corte d’appello di Napoli aveva condannato a cinque anni di reclusione Mia V. per riduzione in schiavitù perchè sorpresa due volte dalla polizia seduta a terra con accanto il figlio di 4 anni che per ore, in piedi, chiedeva l’elemosina ai passanti. Nel ricorso in Cassazione la difesa di Mia si era appellata alla "mangel usualmente praticata dagli zingari". Secondo i giudici della suprema corte non era ravvisabile il reato di riduzione in schiavitù perchè occorreva tenere presente soprattutto per "genitori che hanno autorità sui figli il confine piuttosto labile tra autorità e abuso". Situazione ben diversa, secondo i giudici, dalla ’condotta di chi comperi un bambino e lo utilizzi continuativamente nell’attività di accattonaggio appropriandosi dei guadagnì.