Rom, ora banchieri e imprenditori sostengono il «villaggio solidale»

Gianandrea Zagato

«Anche se il Comune di Milano continuerà a negare la sua disponibilità a trovare una zona nel suo territorio per costruire il campo, be’ spero non mancherà il sostegno degli altri Comuni della Provincia per concretizzare questo progetto». Parla don Virginio Colmegna, direttore della Casa della Carità. Ascoltano Stefano Lampertico (Margherita) e Gianfranco Massetti (Ds), rispettivamente sindaci di Gorgonzola e di Paderno Dugnano.
Resta in silenzio l’amministrazione di Palazzo Marino che del suo impegno sul fronte rom fa parlare bilanci, «venti milioni di euro spesi dal 1997 a oggi», e delibere comunali, «otto campi attrezzati, con tanto di regolamento». Esempi di un’attenzione ben nota alla Casa della Carità che dalla giunta di Gabriele Albertini sta per ricevere un milione e mezzo di euro. Ma di questo non se parla. Questione di marketing.
Si presenta, infatti, il progetto «Villaggio solidale» che, tra i protagonisti, vede in prima fila Alessandro Profumo, Marco Cabassi e Massimo Moratti. Banchieri e imprenditori che sostengono don Colmegna, «perché anche questa è un’opportunità per pensare cosa si può ricevere da questa esperienza» chiosa il presidente di UniCredito. «Opportunità» che si concretizza a settembre, quando in un’area della Provincia nasce il «villaggio solidale», con l’obiettivo di «lasciare alle spalle favelas» e creare un futuro lavorativo per i rom. Dove? Domanda sempre senza risposta, anche se la presenza dei primi cittadini di Gorgonzola e di Paderno Dugnano rappresenta già un indizio.
Ma guai però a farlo sapere: «Credo che l’area sia già stata trovata» annota il consigliere comunale della Margherita, Andrea Fanzago, «ma non si può ancora annunciare. Perché? Altrimenti si creerebbe immediatamente un comitato contrario».
Come dire: basso profilo mediatico per evitare presidi, manifestazioni di protesta e, perché no, pure raccolta firme. Prova dell’incapacità «a comprendere più necessità e non una sola» fa sapere il presidente dell’Inter Moratti. Difetto di chi, nelle amministrazioni di centrosinistra, davanti agli 81 rom sgomberati da via Capo Rizzuto mostra di aver paura. Quella che avrebbero quei cittadini della zona Stazione Centrale se sapessero che da stasera i 79 rom alloggeranno negli appartamenti messi a disposizione da Palazzo Isimbardi.