Rom, le promesse a vuoto di Veltroni

Per risolvere l’emergenza nomadi saranno realizzati quattro grandi «villaggi della solidarietà» su aree demaniali o comunali in aree attrezzate in grado di ospitare ognuna mille persone. I «villaggi» dovranno essere individuati entro tre mesi e realizzati entro nove mesi dal Comune che poi li gestirà. Queste, in sostanza, le novità annunciate dal sindaco Walter Veltroni il 18 maggio scorso a margine della firma del Patto per la sicurezza della capitale in Prefettura. Il termine di tre mesi per la localizzazione dei mega-campi è abbondantemente trascorso ma nessuno, ancora, è in grado di garantire se, dove e come saranno realizzati.
Non si tratta certo dell’unica promessa non mantenuta. Sempre in quell’occasione il sindaco spiegò: «La nostra idea è quella di costruire campi attrezzati in cui i processi di integrazione, come ad esempio la scolarizzazione, vadano avanti. Campi in cui ci sia un presidio costante delle forze dell’ordine (50 poliziotti e 50 carabinieri, ndr). Abbiamo spostato 10mila persone, chiuso 26 campi nomadi, realizzato il campo alla Pontina con un lavoro di partecipazione».
Una serie di affermazioni smentite dai fatti e dagli annunci successivi dello stesso Veltroni. L’unica cosa certa è lo spostamento dei campi nomadi: così il problema - lungi dall’essere risolto - è stato semplicemente spostato in altre zone periferiche della città, con conseguente aggravio dei costi dei «trasferimenti». L’integrazione dei rom? Provi, il sindaco, a fare un giro al Casilino, a Salone, al Tiburtino e chieda cosa ne pensano i suoi concittadini, molti dei quali suoi elettori... Sulla scolarizzazione dei piccoli nomadi, poi, le cifre ufficiali, per quanto gonfiate, non lasciano spazio a dubbi.
E la presenza costante delle forze dell’ordine nei campi? Mistero. Abbiamo saputo, qualche tempo dopo, che una mini-task force di poliziotti romeni era giunta a Roma per dar man forte ai colleghi italiani; ma dopo la conferenza stampa di rito, con adeguato strombazzamento sui «media», non si è mai avuta notizia di un solo controllo o di una sola operazione portata a termine dalla «Securitate de noantri». Così come non si è avuta notizia di qualsivoglia attività della«commissione costituita in Prefettura con l’intento di promuovere interventi risolutivi delle esigenze di contenimento delle popolazioni senza territorio». A Palazzo Valentini, nel frattempo, c’è stato un cambio della guardia e forse ora, con l’insediamento del nuovo prefetto, qualcosa si muoverà.
Delle «ultime parole famose di Veltroni», a proposito dell’emergenza rom, parla il capogruppo della Dc alla Regione Fabio Desideri: «Entro il 18 agosto il Comune avrebbe dovuto individuare le aree per i quattro villaggi della solidarietà, grazie anche a un copioso contributo regionale di 10 milioni di euro. Il Campidoglio continua, invece, a gettare fumo negli occhi dei cittadini confidando, forse, nella loro rassegnazione».