Rom «regolari» a forza di proroghe

Desideri, Udc: «Il provvisorio è ormai definitivo» Così da tre anni

Di proroga in proroga il campo nomadi «provvisorio» nell’area protetta di Decima Malafede sembra diventato ormai definitivo. Per la quinta volta consecutiva, infatti, il presidente della Regione Piero Marrazzo ha firmato un decreto-proroga che garantisce l’insediamento fino a giugno 2008.
È stato il sindaco Walter Veltroni a chiedergli di dare l’autorizzazione in deroga alle misure di salvaguardia della zona, una riserva naturale sulla Pontina, all’altezza di Castel Romano, che ospita i rom «sfrattati» nel 2005 da vicolo Savini dopo una segnalazione del Dipartimento prevenzione servizio igiene e sanità pubblica. Al posto di roulotte e baracche, i nomadi hanno trovato ad accoglierli un accampamento di tende fornite dal ministero degli Interni e piazzate in un’area di proprietà privata a Monte Melara, all’interno di una zona tutelata, come stabilito da un’ordinanza del sindaco.
L’ennesima proroga non è passata inosservata e sulla vicenda il consigliere regionale dell’Udc Fabio Desideri ha predisposto un’interrogazione consiliare urgente. «È dal settembre 2005 - spiega - da quando i rom sono stati sgomberati dal campo di vicolo Savini a causa del rischio epidemie per essere trasferiti nella riserva naturale di decima Malafede, che si va avanti a forza di proroghe, di sei mesi in sei mesi. Nello specifico, il decreto di Marrazzo è stato firmato il 28 dicembre scorso e consente di derogare per la quinta volta “alle misure di salvaguardia per il posizionamento di monoblocchi prefabbricati mobili destinati a ospitare famiglie nomadi”».
Il primo decreto dava il via libera all’occupazione dell’area fino al 15 giugno 2006, poi la prima proroga, fino al dicembre 2006, e la seconda, fino al 30 giugno 2007. Poi il sindaco Veltroni interviene ancora per chiederne un’altra, sottolineando che «l’amministrazione comunale ha tutelato l’integrità dei luoghi e dell’ambiente della riserva naturale, prescrivendo le modalità di attuazione dei lavori ed opere necessarie all’allestimento del campo». E la proroga viene subito concessa, fino al dicembre successivo.
A dicembre, puntuale, arriva una nuova richiesta di Veltroni, «allo scopo di assicurare per tutto il periodo invernale un ricovero idoneo alle famiglie del campo nomadi». Accolta. Sempre in deroga alle misure di salvaguardia. Questa volta il limite è fissato al 30 giugno 2008 e l’ennesimo decreto «non esime il Comune dall’acquisizione di tutti i pareri e di tutte le autorizzazioni necessarie, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente». Poi, a termine scaduto, si vedrà.
«Il provvisorio è ormai definitivo - commenta Desideri - a riprova dell’assenza di una concreta politica sociale da parte del centrosinistra. Dal 1993 ad oggi, dopo due governi Rutelli e due Veltroni, gli accampamenti, abusivi e non, a Roma, sono prosperati. Due stazioni ferroviarie sono state addirittura chiuse per motivi di sicurezza, caso unico in Europa. Se non bastasse, il Campidoglio non sa neanche quanti siano in tutto i rom. Si va avanti a tentoni o, appunto, a forza di proroghe».