Rom serbo violenta ragazzino di 13 anni e rischia il linciaggio

Il nomade, quindici anni, è stato arrestato dai carabinieri: la vittima, riconoscendolo in caserma, è svenuta

Ha aggredito un ragazzino di tredici anni, lo ha trascinato in una zona isolata e lo ha violentato. Poi lo ha minacciato, gli ha ordinato di non dire niente a nessuno ed è tornato alla sua bancarella, ma poco dopo è stato arrestato dai carabinieri: in carcere è finito un venditore ambulante serbo di 15 anni proveniente da un campo nomadi di Napoli, il quale ha rischiato di essere linciato dalla folla che intanto si era radunata dinanzi alla caserma. È accaduto a Orta Nova, diecimila abitanti, una ventina di chilometri da Foggia, centro agricolo noto per la raccolta del pomodoro, una delle zone della Capitanata dove accorrono migliaia di extracomunitari impegnati nelle campagne. È successo giovedì sera, poco dopo le 21. Il tredicenne ha deciso di uscire, è andato nel giardino comunale del paese per una passeggiata e si è fermato alla bancarella di chincaglierie del serbo, che dopo aver scambiato con lui qualche parola lo ha condotto in una zona isolata, lo ha picchiato e lo ha violentato. Prima di tornare alla sua bancarella, l’ambulante lo ha minacciato intimandogli di mantenere il silenzio, ma il tredicenne è tornato a casa in lacrime e ha detto tutto alla madre, che ha avvisato i carabinieri. I militari sulla base delle indicazioni ricevute, hanno avviato indagini e hanno condotto in caserma sei persone: tra loro c’era anche il serbo, che è stato riconosciuto, in un confronto all’«americana» dal tredicenne, il quale quando lo ha visto ha accusato un malore. L’ambulante è stato rinchiuso nel carcere minorile di Bari.\