Rom, sgomberato il campo abusivo di via Rubattino

De Corato: "Sul
posto, oltre a vigili del fuoco, Protezione civile, sono presenti i Servizi Sociali che hanno offerto a donne e
bambini l’accoglienza nelle strutture comunali. I vigili hanno trovato condizioni
igieniche spaventose e tonnellate di rifiuti che ci vorranno giorni a smaltire"

Intorno alle 7.30 una settantina di vigili urbani e un contingente composto da polizia e carabinieri hanno sgomberato il campo abusivo che sorge sull’ex Enel di via Rubattino a Milano, dove vivono circa 200 rom (di cui circa 70 bambini), quasi tutti di origine romena. Al momento dell’operazione erano presenti sull’area (oggi di proprietà della Rubattino Srl) circa un centinaio di nomadi, alcuni dei quali potrebbero trovare una sistemazione provvisoria presso la Casa della Carità. «La proprietà ha già iniziato i lavori di smantellamento e messa in sicurezza della struttura» spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Riccardo De Corato, aggiungendo che «sul posto, oltre a vigili del fuoco, Protezione civile, sono presenti i Servizi Sociali che hanno offerto a donne e bambini l’accoglienza nelle strutture comunali». «I vigili - conclude De Corato - hanno trovato condizioni igieniche spaventose e tonnellate di rifiuti che ci vorranno giorni a smaltire: una situazione pericolosa anche per gli stessi abusivi». Nel settembre scorso Amnesty International si era schierata pubblicamente contro un eventuale sgombero con la forza pubblica del campo di via Rubattino e aveva sollecitato i propri sostenitori a sottoscrivere un appello al prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi in cui lo si invitava «a non eseguire lo sgombero forzato». Per Amnesty questo tipo di operazioni «eseguite senza protezione legale, sono proibite dal diritto internazionale in quanto costituiscono una grave violazione di una serie di diritti umani, in particolare, del diritto a un alloggio adeguato».