Rom: solidarietà ma anche rigore

Nuova dignità alla capitale e maggiori servizi per i nomadi. Non esisterà più una città dai due volti. Parola del sindaco Gianni Alemanno, che ha iniziato il suo mandato occupandosi in prima persona del degrado in cui vivono le popolazioni rom.
La visita a sorpresa, due giorni fa, al Casilino 900 gli ha fatto guadagnare la stima dei 650 «residenti». «È il primo sindaco a essere entrato qui - ha detto il portavoce della favela, Najo Adzovich -. Gli abbiamo mostrato il nostro accampamento, autorizzato e semi-attrezzato: il Comune fornisce solo bagni chimici e raccolta Ama. Bisognerà invece creare piccoli spazi funzionanti e compatibili con i quartieri». Un primo passo in questa direzione sarà possibile anche grazie al contributo della Cri, che si è detta pronta a inviare infermiere e volontari per occuparsi della salute dei rom.
Ma davanti all’entusiasmo generale, frena Roberta Angelilli capodelegazione di An al Parlamento Europeo, che ieri a Strasburgo è intervenuta sulla questione rom in Italia e in Europa. «Ogni atto di violenza va condannato - ha detto - ma bisogna fare i conti con la realtà, evitando ipocrisie o strumentalizzazioni politiche. Bisogna risolvere il problema delle norme igieniche e della sicurezza, prevedendo misure molto severe come la perdita della patria podestà per i genitori che costringono i figli all’accattonaggio, alla prostituzione e al lavoro minorile. Inoltre è necessario combattere la dispersione scolastica e utilizzare al meglio i fondi comunitari a disposizione per i cittadini di origine rom che si vogliono integrare. Infine è fondamentale isolare e rimpatriare le persone che delinquono abitualmente».
Già nei prossimi giorni, poi, verrà sgomberato l’insediamento che si trova nell’azienda agricola «Lucrezia Romana» a Osteria del Curato e accoglie nove nomadi. Ma gli accampamenti «stile Palestina o Nepal» si trovano anche in VIII Municipio. Lo ha fatto presente il vice capogruppo del Pdl Emanuele Amici. «Invito dunque Alemanno a compiere al più presto un sopralluogo dalle parti di Colle del Sole - dice Amici - tra via Borghesiana e Rocca Cencia, dove da circa un anno quaranta nomadi tengono letteralmente sotto scacco oltre cento famiglie italiane».