Rom, Ue a Serbia e Macedonia: "Eccessive le richieste di asilo"

La commissaria agli Affari interni Malmstrom scrive ai ministri dell'Interno dei due paesi balcanici: stati alle prese
con "un aumento allarmante" di cittadini, in maggioranza rom, che chiedono
l’asilo. A rischio "il processo di liberalizzazione dei
visti per i paesi della regione" 

Bruxelles - Alcuni stati membri della Ue sono alle prese con "un aumento allarmante" di cittadini provenienti dalla Serbia e dalla Macedonia, in maggioranza Rom, che chiedono l’asilo. La tendenza "è estremamente preoccupante", scrive la commissaria Ue agli affari interni Cecilia Malmstrom in una lettera indirizzata ai ministri dell’interno dei due paesi balcanici. La commissaria chiede di frenare il flusso anomalo e mette in guarda Belgrado e Skopje sul fatto che "potrebbe essere compromesso l’intero processo di liberalizzazione dei visti per i paesi della regione". Insieme alla presidenza belga di turno della Ue, la Malmstrom ha previsto una missione a fine mese a Belgrado e a Skopie per verificare se i due governi hanno assunto iniziative adeguate per frenare il flusso anomalo dei richiedenti. Nella lettera, la commissaria ricorda che i paesi membri dell’area di libera circolazione Schengen hanno la possibilità di prendere "misure appropriate in caso di difficoltà persistenti". Dal 19 dicembre dello scorso anno, i cittadini di Serbia, Macedonia e Montenegro possono entrare per un soggiorno temporaneo nell’area di Schengen senza bisogno del visto. Entro l’anno, una decisione analoga è attesa per l’Albania e la Bosnia. Ma il processo potrebbe essere bloccato, se gli stati membri denunciassero richieste abnormi di richiedenti Il flusso anomalo viene registrato dai primi mesi dell’anno. Da luglio ad agosto, nel solo Belgio, hanno fatto richiesta di asilo 736 kosovari, 387 serbi e 210 macedoni e ad ottobre le previsioni parlano di ulteriori 500 domande, sempre da cittadini provenienti dalla regione dei Balcani occidentali, principalmente di albanesi e rom.