A Roma 115 infermieri si "ammalano" e l'ospedale va in tilt

Al San Filippo Neri protesta contro i tagli decisi da governo e Regione: chiuse le 12 sale operatorie

Roma - Centoquindici infermieri dell’ospedale San Filippo Neri di Roma si sono messi in malattia nelle ultime 48 ore. Un’improvvisa «epidemia» che ha costretto la direzione sanitaria a chiudere le 12 sale operatorie con l’eccezione delle attività di urgenza. Secondo indiscrezioni, l’iniziativa degli infermieri non sarebbe altro che un gesto provocatorio per denunciare uno stato di disagio legato al proprio futuro lavorativo. La clamorosa protesta sarebbe infatti stata decisa dai dipendenti contro il piano di rientro del deficit sanitario (circa 9,6 miliardi di euro) concordato da governo e Regione Lazio. Per le emergenze è rimasta attiva una sola sala con due équipe pronte a operare, in una struttura che ha ben 450 posti letto.

Pur condannando la forma di protesta scelta, i sindacati si sono schierati compatti con i lavoratori nel braccio di ferro con la giunta Marrazzo. "Ciò che sta accadendo in queste ore non è un evento improvviso - ha detto il segretario cittadino di Cisl Fp Sanità -. Da più di un anno la Cisl denuncia la carenza di oltre 3.700 infermieri nei nosocomi romani. È giunto il momento che il governo si prenda le sue responsabilità, il Piano di rientro non può mettere in ginocchio il servizio sanitario regionale". Sotto accusa il blocco del turn-over, delle indennità sulla produzione e dei concorsi e il conseguente aumento del carico di lavoro per gli infermieri. Secondo i sindacati quasi tutti i paramedici sono ormai costretti a turni massacranti di 12-15 ore per mandare avanti l’azienda sanitaria. "L’unico modo per uscire da questa situazione - ha precisato il segretario regionale della Cgil Gianni Nigro - è il ritiro della delibera regionale sulla rideterminazione dei fondi contrattuali. Siamo in presenza di lavoratori costretti a turni di lavoro duri e inaccettabili. Ovviamente però condanniamo l’uso della malattia come forma di protesta".

Per cercare di risolvere la situazione l’assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia, che ieri mattina ha visitato l’ospedale incontrando gli infermieri, ha annunciato la richiesta fatta al governo di assumere 600 precari. "La Regione Lazio sta lavorando insieme al governo per affrontare il tema della stabilizzazione di un primo blocco di seicento lavoratori precari e con posizioni contrattuali atipiche - ha detto Battaglia - e di una tranche di nuove assunzioni in deroga al blocco imposto dalla Finanziaria". I sindacati, però, non arretrano di un metro. "L’incontro è stato utile - ha concluso Nigro - ma la strada maestra è il ritiro della delibera. Confermiamo quindi lo sciopero del 28 giugno e crediamo che sul tema della sanità sia giunto il momento di aprire un tavolo di trattativa con i segretari nazionali, il governo e le regioni alle prese con i piani di rientro dal deficit".

La situazione del San Filippo Neri, secondo il direttore generale potrebbe tornare alla normalità mercoledì mentre le dodici sale operatorie rimarranno chiuse almeno per l’intera giornata odierna. Sono iniziati intanto i controlli fiscali sui 115 infermieri "malati", Cittadinanzattiva-Tribunale del malato ha annunciato, in ogni caso, che presenterà un esposto alla magistratura. Lo ha riferito il segretario regionale Giuseppe Scaramuzza. Condanna il modo in cui è stata condotta l’agitazione anche l’Ipasvi, la federazione degli Ordini degli infermieri. "Sono molto preoccupata per quanto avviene al San Filippo - le parole del presidente Annalisa Silvestro - e invito gli infermieri a non utilizzare questa forma di protesta perché danneggia troppo i cittadini. Bisogna dire, però, che le condizioni di lavoro sono troppo spesso inaccettabili".