Roma, 42enne bruciato nella notte: gravissimo

Episodio simile a quello della scorsa settimana a Nettuno. Antonio Landolfi, 42 anni, piccolo imprenditore con precedenti penali, è stato cosparso di liquido infiammabile e poi lasciato bruciare: è in gravi condizioni. E' successo sulla Casilina. Trasferito a Napoli

Roma - Come a Nettuno. Hanno cosparso di benzina un uomo di 42 anni. Quindi gli hanno dato fuoco e sono scappati. La vittima è ricoverata in gravi condizioni. È successo all’1.50 della notte scorsa nella periferia Est della Capitale, in via Casilina. Secondo quanto riferito dai carabinieri che indagano sull’episodio, Antonio Landolfi, 42 anni, piccolo imprenditore con qualche precedente penale per reati contro il patrimonio, è stato soccorso nella notte sulla via Casilina da un passante e una guardia giurata, dopo che i suoi abiti erano stati cosparsi di liquido infiammabile e incendiati. L’uomo è stato ricoverato all’ospedale San Camillo. Ha il 70% del corpo coperto da ustioni di secondo e terzo grado. Sotto sedativi, ha detto ai medici di esser stato aggredito da quattro persone.

Trasferito a Napoli Verrà trasferito nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli l’uomo di 42 anni che questa notte è bruciato in via Casilina a Roma. L’uomo presenta ustioni di secondo e terzo grado ed è attualmente intubato. Il trasferimento in eliambulanza nell’ ospedale campano si è reso necessario per mancanza di posti nel centro ustionati del Sant’Eugenio di Roma.

Rischia di non farcela "C’è una ragionevole certezza che l’uomo dato alle fiamme questa notte non sopravviva". È il drammatico commento del dottor Luciano Pagliari, direttore del dipartimento di emergenza dell’ospedale Figlie di san Camillo, dove è ricoverato il 42enne dato alle fiamme durante la notte in via Casilina. "Il rischio non è immediato - ha aggiunto il medico - ma le ustioni riportate sul 90% del corpo possono far evolvere molto rapidamente il quadro clinico futuro".

Le indagini I carabinieri, che sul muretto luogo dell’aggressione, a poca distanza dalla sua auto, hanno trovato due bottiglie di liquido incendiario oltre al portafoglio con pochi soldi e documenti dell’uomo, stanno indagando senza escludere alcuna ipotesi. Compresa quella di un gesto estremo da parte dell’uomo, che secondo gli inquirenti risulterebbe gravato dai debiti nella sua attività imprenditoriale.

Le ipotesi L’ipotesi di una vendetta o di un avvertimento e che quindi l’uomo sia stato bruciato da una o più persone, è al vaglio degli inquirenti che in questo momento oltre alla moglie dell’imprenditore, stanno ascoltando diverse persone che possano aiutarli a capire cosa sia avvenuto tra ieri mattina e la scorsa notte. In mattinata infatti prima di uscire dalla sua abitazione di Tor Bella Monaca l’uomo ha detto alla moglie che sarebbe andato in un cantiere. La donna lo avrebbe sentito poi l’ultima volta nel pomeriggio. Importanti, per arrivare a capire se si sia trattato di un gesto volontario o di un’azione compiuta da altre persone, saranno gli esami di laboratorio effettuati sia sulle bottigliette di benzina sia su altri reperti trovati accanto all’uomo.