Roma Abbandonato su una barella per 3 giorni in ospedale: muore

RomaIl ricovero d’urgenza in ospedale avrebbe potuto salvargli la vita. Invece è stato l’inizio della fine. Un uomo colpito da insufficienza respiratoria è morto dopo tre giorni passati su una barella del pronto soccorso del San Giuseppe di Albano Laziale, paesino vicino a Roma, in attesa di un posto letto. Il caso è solo l’ultima bufera, in ordine di tempo, che si abbatte sulla Regione Lazio, incapace di gestire il settore sanità, oberato di debiti.
A denunciare l’episodio è la moglie della vittima, che chiede giustizia. «Mio marito era cardiopatico, diabetico e obeso - spiega in lacrime Angela Bellagamba - martedì era stato ricoverato perché non riusciva a respirare. Aveva bisogno di cure specifiche. Invece è stato tenuto per tre giorni su una barella in pronto soccorso. Solo giovedì sera mi ha parlato. Mi ha detto “Angela portami via da qui perché mi fanno morire”. Gli ho risposto di non preoccuparsi, la mattina seguente lo avrei portato via. Invece, quando venerdì sono arrivata, era già tardi». I medici hanno raccontato ai familiari che non era stato possibile trasferire il sessantenne perché non c’era posto negli altri ospedali. «Ci abbiamo pensato noi a trovare un letto ad Aprilia chiamando da casa, ma quando siamo andati a prendere mio marito, era già morto». Angela ha denunciato la struttura sanitaria e la procura di Velletri ha disposto l’autopsia sul corpo del paziente.
Vittorio Amedeo Cicogna, direttore sanitario della Asl Rm/H, dalla quale dipende l’ospedale di Albano, ieri ha confermato che la ricerca di posti letto aveva dato esito negativo, pur restringendo il tempo del ricovero. «Il paziente è giunto presso il pronto soccorso alle 14.42 di mercoledì e non martedì - sottolinea -. Ha ricevuto subito le prime cure. Presentava un quadro clinico di pluripatologia metabolico degenerativa in condizioni di rischio grave. Non essendo disponibili posti letto presso il presidio di Albano abbiamo iniziato la ricerca in altre strutture di Roma e provincia, mediante l’invio di numerosi fax. Lo stesso abbiamo fatto nel pomeriggio e per l’intera giornata di giovedì, senza ottenere disponibilità». «In attesa del trasferimento - continua il dirigente medico - l’uomo è stato assistito regolarmente su uno dei posti letto tecnici di cui è dotato il pronto soccorso, completo dei presidi necessari. È stata fornita assistenza specialistica e sono state eseguite indagini diagnostiche. Il decesso è avvenuto alle 7 di venerdì, dopo neanche 48 ore dall’ingresso in ospedale». Dettagli, che non cambiano la gravità della vicenda. Il presidente della giunta regionale Esterino Montino ha disposto un’indagine e attende già domani dal direttore generale della Asl Roma H una relazione sul caso, per verificare eventuali responsabilità. «Ho seri dubbi sul fatto che la rete ospedaliera del Lazio per tre giorni non sia stata in grado di dare un posto letto al malato - ha dichiarato - voglio vederci chiaro in tempi brevissimi. Episodi di questo genere sono inaccettabili».