«La Roma è abituata troppo bene, ok l’Uefa»

Tutto potevano aspettarsi i tifosi della Roma, che a inizio stagione sognavano di giocare la finale di Champions League in casa e di contrastare la corsa allo scudetto dell’Inter come avevano fatto lo scorso anno. Tutto, tranne che ritrovarsi a quattro giornate dal termine a Cagliari per vivere uno spareggio per il sesto posto contro una squadra che si doveva solo salvare e che invece si trova a puntare dritto alla zona Uefa, Palermo permettendo.
È andata male l’annata a Trigoria, in netta controtendenza con quanto accaduto ad Asseminello (campo di allenamento del Cagliari, ndr), dove c’è una formazione dove milita l’ex giallorosso Daniele Conti, straordinariamente in forma nonostante il 5 a 1 patito domenica contro i rosanero dell’ex Ballardini. Fa temere il peggio, la trasferta isolana, al solo pensiero di quanto avvenne l’ultima volta che la crisi dei giallorossi toccò l’apice. Ricordate? Era la Roma di Delneri, che presentò le dimissioni da allenatore dopo il 3-0 subito dalla squadra rossoblù. Nessuno l’ha ricordato ieri a Spalletti, e forse è stato un bene. Anche perchè l’allenatore in conferenza stampa è apparso rinfrancato dalle dichiarazioni del presidente Rosella Sensi («Resta con noi fino al 2011») e soprattutto dalla speranza di ritrovare la «sua» squadra. «La partita col Cagliari - ha spiegato il tecnico di Montespertoli - rappresenta molto perché c’è in ballo una posizione importante sia per la classifica finale, che per i vantaggi che può dare a una società». «La Roma da anni ha abituato bene i suoi tifosi, ma anche l’Uefa è un traguardo importante - ha aggiunto - dà lo stesso visibilità. Noi daremo tutto da qui alla fine del campionato, soprattutto per il periodo di difficoltà che stiamo attraversando».
Spalletti ha dribblato in maniera elegante stavolta le richieste d’informazione sulla situazione societaria («In questo caso non penso niente. Io vedo che qui ogni giorno parte un treno, ma il viaggio che dobbiamo fare noi lo abbiamo prenotato all’inizio del campionato») e ha preferito concentrarsi in toto sulla sfida delle 15 e, in maniera particolare, sul confronto con Allegri, che molti considerano molto simile a lui quando sbarcò a Fiumicino: «Io quattro anni fa ero già pelato. Lui mi sembra bravo sul campo, io non so quello che ero. Quattro, cinque anni fa mi hanno aiutato alcune componenti, la più importante la qualità dei giocatori che avevo a disposizione». Poi, sulla sfida odierna: «Dobbiamo impegnarci al massimo e cercare di vincere la partite, anche se davanti troveremo una squadra forte, allenata da un tecnico emergente che ha fatto vedere di sapere come si fa. E poi hanno quasi i nostri punti e bisognerà vedere sul campo chi più bravo».
Giocherà Artur fra i pali (giocò anche all’andata, prese due gol: un siluro di Daniele Conti su punizione e un tiro lemme-lemme di Jeda che gli fece piovere addosso le prime critiche). Spalletti assegnerà poi le maglie della difesa a Cassetti, Mexes, Panucci e Tonetto, e quelle del centrocampo a De Rossi, Pizarro, Taddei e Perrotta. L’attacco a due punte (Vucinic e Totti) è lo stesso che - guarda il caso - segnò due delle tre reti dell’andata. Nessuna novità sul fronte societario, dopo le schermaglie di venerdì con la Sensi impegnata su Roma Channel a smentire le indiscrezioni trapelate prima e le affermazioni di Angelini poi, e la risposta dello stesso imprenditore farmaceutico, intervistato nel corso della trasmissione televisiva «La signora in giallorosso». In compenso a Trigoria sono comparsi un paio di striscioni prima della partenza della squadra per la Sardegna. «Rosella c’è poco da litigà, te ne devi annà» e «Rosella sbrigati, con Angelini ci passa il mal di testa», questi gli slogan di ieri.
Dunque, l’ironia regna sovrana. Per ora è meglio così.