La Roma accende due ceri a San Doni e a San Doria

Il portiere stratosferico nel primo tempo, i blucerchiati spariscono nella ripresa. Bellucci e Cassano non bastano. Panucci a Genova non fallisce. Mancini al passo d’addio

Genova - Funziona così: nel primo tempo c’è in campo una squadra sola, ed è la Sampdoria. Potrebbe essere avanti di 5 o 6 gol, ma Doni para tutto. Poi, i tabelloni annunciano che ha segnato il Milan e la Roma si ricorda dello scudetto. Finisce 0-3, ma il divario potrebbe essere di 5 o 6 gol, stavolta per i giallorossi. Si chiama calcio.

SAMPDORIA
6,5 MIRANTE. Participio presente di una difesa inguardabile: mira i gol entrare nella sua porta senza poter far nulla. Decisivo per evitare il 4-0.
5,5 GASTALDELLO. Prima della partita ci hanno informato che aveva avuto dei problemi e non era al meglio. Si è visto.
5 SALA. I romanisti nel secondo tempo sono pepati, lui insipido.
5 ACCARDI. Degno compare degli altri due.
3 ZENONI. Impresentabile in serie A. Fratello gemello di un giocatore di calcio (30’ st DELVECCHIO 5,5 Quando segna, Gennaro fa vedere alla curva che gli scorre sangue nelle vene. Ma, stavolta, il miracolo non riesce e il sangue non si liquefa).
7,5 SAMMARCO. Inventa, costruisce, finalizza. Ma contro San Doni non c’è Sammarco che tenga (40’ st MONTELLA 6 Il suo rientro dopo mesi di infortunio è l’unica notizia positiva della giornata blucerchiata).
5 PALOMBO. Autore di un campionato straordinario, grazie soprattutto al nuovo ruolo studiato da Mazzarri per lui. Ma ieri, a tratti, sembrava tanto il Palombo della Samp di Novellino. Non è un complimento.
6,5 FRANCESCHINI. Ottimo. Finché regge.
6 PIERI. Stantuffo sulla fascia, ma i compagni non conoscono il motore a scoppio.
7,5 CASSANO. Straordinario finché non arriva nei dintorni di Doni; davanti al portiere sembra ipnotizzato. Sindrome dell’ex (35’ st BONAZZOLI 5 Sindrome dell’ex anche per lui. Nel senso di ex attaccante).
7,5 BELLUCCI. Siamo alle solite: assist, colpi di tacco e duetti con Cassano. Bello, bello, bello, Bellucci.
All.: MAZZARRI 5. Meriterebbe 8 per il primo tempo dei suoi. Ma la sostituzione di Cassano grida vendetta.

ROMA
10 DONI. Para tutto il parabile e anche l’imparabile. Per Spalletti funziona meglio di Babbo Natale.
6,5 CICINHO. Prima, leggerinho, lentinho, impalpabilinho, poi, decisivinho.
6,5 MEXES. Oui, je suis Philippe Mexes, dans le bien et dans le mal, ou comme on dit.
7 PANUCCI. È di Savona e tifa Genoa. Contro i rossoblù aveva segnato di testa sotto la curva doriana, contro i blucerchiati segna di testa sotto la curva del Grifone. Cambiando l’ordine delle curve, il risultato non cambia: 3 punti per la Roma. Transitivo.
6 CASSETTI. Armadio (17’ st BRIGHI 6 Utile).
8 DE ROSSI. Straordinario, indispensabile, ci mette il cuore. De (giallo)Rossi.
6,5 PIZARRO. Un po’ ingegnere, un po’ geometra (40’ st AQUILANI 6 Rapace).
4,5 MANCINI. Dal passo doppio al passo d’addio (6’ st GIULY 7 Quando entra è tutto più facile. Perfetto nel tandem con Vucinic. Romeo e Giuly).
7 PERROTTA. Però, Perrotta.

6 TONETTO. Diminutivo del giocatore ricordato dai tifosi doriani.
7,5 VUCINIC. Non fa nulla per tre quarti della partita. Il voto è la media con l’ultimo quarto.
All. SPALLETTI 7. La Roma di oggi è cinica e spietata. Non è mai troppo tardi.

Arbitro SACCANI 7,5. Non sbaglia nulla e ha personalità.