Roma All’esame dei cardiochirurghi l’impatto delle metodiche innovative

Ogni anno in Italia si eseguono presso i 107 centri di cardiochirurgia abilitati circa 40mila interventi cardiaci. Di questi, più della metà riguarda la riparazione o la sostituzione di valvole cardiache, il 35% circa sono interventi di by-pass aorto-coronarico, mentre il restante 15% è rappresentato da chirurgia dell'aorta, trapianti cardiaci e dalla cardiochirurgia pediatrica.
Si tratta di uno dei settori più rilevanti dell'attività chirurgica italiana, nel quale il tasso di innovazione è tra i più alti. Di questi temi, come della responsabilità medico-legale in interventi complessi, delle nuove frontiere della cardiochirurgia e delle nuove linee guida nelle procedure per la chirurgia aorto-coronarica si discuterà a Roma presso l'hotel Roma Cavalieri, in via Alberto Cadlolo 101,nel corso del XXV congresso nazionale della Società italiana di chirurgia cardiaca (Sicch), in programma da venerdì scorso fino a martedì.
Ai lavori interverranno oltre mille professionisti (700 cardiochirurghi, 120 perfusionisti, 120 infermieri e tecnici specializzati, 60 anestesisti, 50 cardiologi interventisti) molti dei quali provenienti da importanti centri internazionali. Il congresso sarà anche l'occasione per un confronto tra cardiochirurghi e cardiologi interventisti. Il dottor Lorenzo Menicanti, direttore di una divisione di cardiochirurgia al Policlinico di San Donato milanese, uno dei primi centri di cardiochirurgia europei, è convinto che quando il quadro clinico è grave (restringimento delle tre arterie coronarie), il trattamento da adottare è il bypass come indicato nello studio Syntax.