Roma, altra esplosione nel quartiere maledetto E i residenti: "Qui la gente si ammazza col gas"

E' morta quasi sicuramente soffocata dal fumo una donna di 55 anni da tempo in cura presso un centro d’igiene mentale di Roma. Non è la prima volta che accade una cosa del genere nella zona Acqua Acetosa Laurentina. La rabbia dei residenti: "E' un quartiere maledetto"

Roma - Chiude porte e finestre, apre il rubinetto del gas e si accascia in terra. Basta un corto circuito, poi, per far esplodere l’appartamento e scatenare l’inferno di fuoco. E' morta quasi sicuramente soffocata dal fumo una donna di 55 anni da tempo in cura presso un centro d’igiene mentale di Roma, decisa di farla finita per l’ennesima volta col mondo. Quella fatale. Una notizia drammatica che provoca orrore e sconcerto.

"Un quartiere maledetto. Qui la gente si ammazza con il gas facendo saltare in aria palazzi interi". Le reazioni degli abitanti della zona Acqua Acetosa Laurentina, compresa fra Mostacciano e l’Eur, alla periferia sud-est della capitale, sono di rabbia mista a incredulità. Non è la prima volta che accade una cosa del genere proprio qui, in un’area un tempo verde oggi congestionata dal cemento colato senza tregua grazie ai nuovi piani urbani. Era già accaduto il 10 maggio del 2009 a Casal Brunori, sempre a Mostacciano, quando il gesto disperato di una 72enne fa sbriciolare un’ala intera di un palazzo di cinque piani uccidendo tre persone e ferendone altrettante.

Alle 10 di questa mattina in via Albert Camus 19 il boato assordante fa accorrere centinaia di curiosi. Le prime notizie parlano di una probabile fuga di metano, altre di un attentato stile Unabomber. Ma sono i vigili del fuoco del distaccamento Eur i primi a scoprire la verità su quel corpo semicarbonizzato trovato al terzo piano dello stabile. Una persona fragile, la vittima, in preda a un raptus suicida. Come Catalina Civicos.Gonzales, spagnola, un figlio 44enne perduto da pochi mesi, che una domenica all’alba di due anni fa sfila il tubo di gomma che dalla parete esterna porta il gas in cucina e apre al massimo la manichetta. In via Carmelo Maestrini muoiono due donne che vivevano negli appartamenti vicini: Elisa Castoldi, 27 anni di Vercelli, in casa con il fidanzato Cosimo Marano, 33 anni, sbalzata in strada dopo essere stata investita dalla potente deflagrazione, e Luisa Verdiglione, 42 anni. "Maledetta, maledetta, poteva fare una strage come fece quell’altra pazza tempo fa", urla una donna mentre cerca di sapere come stanno i suoi familiari.

Sul posto, oltre ai pompieri intervenuti con quattro squadre, gli agenti di polizia del commissariato "Esposizione" e la scientifica che dalle 11 ha cominciato i rilievi, necessari per chiarire la dinamica del disastro. "Entrare nell’appartamento non è stato facile - spiegano gli uomini del 115 -, la porta era chiusa a doppia mandata e i locali (attico e superattico ndr) erano saturi di fumo". In casa, fortunatamente, assieme alla donna non c’erano altre persone. L’Italgas esclude perdite per guasti: "I nostri tecnici hanno effettuato un sopralluogo - dicono alla società che gestisce il metano - e hanno accertato che l’impianto è integro". Sempre secondo fonti investigative gli esperti avrebbero rilevato vapori di benzina. Da chiarire, comunque, le cause del boato assordante che ha mandato in mille pezzi le finestre del caseggiato. In tarda mattinata arriva anche l’ex marito della poveretta, che si china sulla bara pronta per essere caricata sul furgone della polizia mortuaria.