Roma, altri due neonati risultano contagiati dall’infermiera del Policlinico malata di Tbc

Era nell’aria che le cose, al nido del Policlinico Gemelli di Roma, non si sarebbero fermate a un solo bambino contagiato. E infatti ieri sono stati accertati altri due casi di tubercolosi tra i neonati che tra il 1 marzo scorso e il 25 luglio sono venuti a contatto con un infermiera malata di Tbc, poi prontamente sospesa dal servizio quando i test hanno dato esito positivo e ricoverata in isolamento allo Spallanzani. Intanto, i Nuclei antisofisticazioni e sanità dell’Arma sono arrivati al Gemelli, dove acquisiranno, su incarico della Procura, cartelle cliniche e turni del personale medico. Nel frattempo, entro il 31 agosto, dovrebbero concludersi gli esami sugli oltre mille bambini coinvolti in questo caso, almeno stando a quanto è emerso ieri dalla riunione dell’Unità di coordinamento che sta gestendo l’emergenza, riunione cui era presente anche Renata Polverini. Le famiglie dei bambini risultati positivi alla Tbc sono state subito avvisate, anche se gli esperti dicono che il risultato di positività al test non significa certezza di essere stati contagiati dalla tubercolosi, ma solo che è avvenuto un contatto con il bacillo della malattia. La Regione Lazio ha pertanto predisposto ulteriori controlli sui due bambini risultati positivi e sarà proposta loro la profilassi prevista in questi casi e definita da linee guida internazionali, di modo che si eviti di sviluppare la malattia. Il 18 agosto scorso c’era stata il primo annuncio di contagio: una bambina di cinque mesi. Da quel giorno sono scattati i controlli, anche se in un primo momenti, forse per evitare allarmismi, si erano separati i casi della bambina e dell’infermiera, che oggi invece appaiono molto più collegati. Certo è che la tubercolosi, oggi, non fa più paura, come in passato. Con la terapia preventiva si possono mettere i bambini al riparto da qualsiasi problema. Il rischio di contagio sarebbe molto più alto per i colleghi che sono stati a contatto con la donna, anche se gli esiti degli esami, finora, sono tutti negativi.