A Roma è arrivata Madonna e sono spariti gli autobus

Marco Morello

Domenica, ore 23.50: Madonna abbandona la scena tra gli applausi, mentre le luci dell’Olimpico si accendono pigramente. Finisce il concerto più atteso dell’anno, e inizia una notte terribile per quelle migliaia di sfortunati che hanno scelto di raggiungere lo stadio con i mezzi pubblici. La lezione-disastro post-U2 non è servita a nulla: di nuovo l’Atac, in barba alla decenza, allo scoccare della mezzanotte ha richiamato in deposito la sua piccola flotta in circolazione, lasciando per strada frotte di turisti e di romani. E il giorno dopo ha cercato di salvare la baracca con un comunicato scacciacrisi, millantando la presenza di dieci linee per il deflusso che sul posto non si sono proprio viste.
Nonostante la pioggia battente, già il pomeriggio era stato di fuoco: i rarissimi tram 2 diretti a piazza Mancini sono stati letteralmente presi d’assalto, per la gioia dei borseggiatori che si sono mescolati tra la folla e hanno fatto man bassa di portafogli. Il delirio dello show ha cancellato in parte l’amarezza, che si è ripresentata puntuale al calare del sipario. Mentre il Lungotevere si riempiva di macchine e motorini che lentamente guadagnavano la via di casa, piazza Mancini era simile a un campo profughi: la banchina del 910, linea diretta a Termini, è stata sommersa. Nessuno però sapeva che il servizio era già finito: irruzione di massa quindi sul 2, l’ultimo, quelle delle 0.12, poi il nulla. Le uniche vetture che si vedevano in giro, come il 3560 o il 7539, erano vuote, indifferenti e fuori servizio. Di taxi neanche l’ombra, mentre i notturni passavano ogni mezzora e potevano caricare solo un centinaio di persone alla volta. Ai presenti restavano un pugno d’alternative: o il bivacco fino alla mattina successiva sfidando il freddo o la «maratona», opzione preferita da molti turisti che, con prole al seguito, si sono avventurati lungo i binari fino a piazzale Flaminio. La tensione è esplosa verso le 2 quando alcuni arrabbiatissimi ragazzi si sono stesi su ponte Duca D’Aosta in segno di protesta, bloccando il traffico. È stato questo il punto più basso dell’ennesima figuraccia dei coordinatori della mobilità capitolina, una vasta zona grigia che ricorre con regolarità proprio quando servirebbe il massimo dell’efficienza.
I vigili urbani, schierati in forze per l’occasione, hanno cercato di contenere i disagi, ma di fatto le condizioni lo hanno impedito. «Quando ho saputo che il servizio pubblico non era stato potenziato - racconta Gabriele Di Bella, segretario aggiunto della Cisl presso la Polizia Municipale - non ci credevo. Eppure nelle conferenze preliminari era stato previsto di protrarre i turni degli autisti in servizio. Nel pomeriggio abbiamo allertato il vice questore aggiunto Lucidi, ma non è servito. Credo che chi sta in alto, come il comandante Catanzaro, che ha la delega alla mobilità e ai grandi eventi, avrebbe dovuto prendere qualche decisione per evitare il caos». Insomma, nonostante le decisioni già prese e i solleciti, nessuno si è mosso. Sulla questione si è espresso il vicecapo di Gabinetto Luca Odevaine: «Non spettava a noi mettere in campo risorse comunali per un concerto, tra l’altro, a pagamento. Era l’organizzatore che doveva contattare Atac e pagare per ottenere il potenziamento». Un clamoroso scarica barile, un pretesto che fa sorridere: anche le partite della Roma e della Lazio sono a pagamento, ma è il Comune e non certo le due squadre a saldare il conto. «È una caduta d’immagine per tutta l’amministrazione - chiosa Di Bella - mi auguro che stavolta il sindaco Veltroni dia un nome e un cognome al responsabile. Credo sia un atto dovuto nei riguardi di tutti, soprattutto perché il concerto di Madonna era un evento internazionale che ci ha esposto a una figuraccia internazionale».