La Roma a Bordeaux cerca di uscire dal tunnel

nostro inviato a Bordeaux

Il tunnel che porta dal campo agli spogliatoi del Chaban-Delmas (120 metri, il più lungo d’Europa) non avrà l’eco dei tacchetti di Francesco Totti. La Roma, nel secondo round europeo che ha già il sapore di un dentro o fuori, è ancora orfana del capitano. E ci resterà - se la cura tutta piscina e fisioterapia andrà bene, ma stavolta senza porre scadenze - almeno fino alla sfida con l’Inter del dopo Nazionale. Ma è una Roma sempre in emergenza: l’unico posto vuoto nell’infermeria di Trigoria lo ha lasciato Julio Baptista, che davanti a cinquanta tifosi giallorossi (i più illustri Antonello Venditti e il figlio Francesco) regala una rovesciata da annali del calcio.
Poi la solita ecatombe in difesa, completata dall’allarmante uscita anticipata dal campo di Riise, che però stasera giocherà. Taddei si dedica solo a un po’ di corsetta e a qualche palleggio nemmeno troppo forzato, ma l’impressione è che stringerà i denti per non mancare all’appuntamento. Idem De Rossi, al rientro dopo il turno di squalifica, che abbandona anzitempo l’ultima seduta per una leggera distorsione alla caviglia, ma nulla di preoccupante, capitan futuro sarà al suo posto davanti alla difesa. Sì, perché Spalletti è intenzionato a riproporre quel modulo «alternativo» (il 4-1-4-1) che tanto bene ha fatto nelle ultime prestazioni. «Ma il risultato di questa partita va al di là dei tre punti», è il messaggio nemmeno tanto in codice di uno Spalletti dai toni anche troppo dimessi per una vigilia di Champions. Tranne quando viene nuovamente stuzzicato su Ancelotti, che continua a lanciare segnali alla Roma. «Se vuole tolgo i miei quadri a Trigoria e ci metto i suoi», disse domenica stizzito l’allenatore toscano. Ieri ha chiuso il caso sul nascere: «Non ci sarà niente in futuro che modificherà il rapporto tra me e Carlo, siamo amici. Ci siamo sentiti e abbiamo scherzato sull’argomento. Io gli devo molto perché mi sono ispirato al suo modo di fare calcio. Per ora a Trigoria c’è una mia foto, ce l’ha messa Vito Scala, speriamo di aggiungerne altre legate a momenti belli».
Uno di questi vorrebbe viverlo stasera, l’ultima volta in Francia (a Lione nel febbraio 2007) fu un trionfo. Un risultato positivo, per una squadra che vive di autofinanziamento derivante anche dagli introiti di Champions, è sempre importante. Ma lo è anche per il Bordeaux che non naviga certo in acque migliori. L’ex Napoli e Inter Blanc, dal canto suo, si adeguerà al modulo spallettiano perché «dovremo essere aggressivi, a Londra con il Chelsea abbiamo giocato sulla tecnica e la lezione è stata durissima».