Roma, brucia una baracca Muoiono la madre e il figlio

Tragedia nella pineta di Castlefusano. La donna, 32 anni, e il bambino, di 3, entrambi romeni, sono morti nel rogo: avevano acceso il fuoco per scaldarsi

Roma - Una madre e suo figlio sono morti nell’incendio divampato all’interno di una baracca nella pineta di Castelfusano a Ostia, Roma. Sul posto sono presenti i vigili del fuoco che, per raggiungere la baracca, hanno dovuto abbandonare i propri mezzi sulla strada e proseguire a piedi a causa della fitta vegetazione. L’incendio è stato domato con la sabbia. La donna di 32 anni, e il figlio di tre, morti nell’incendio sarebbero romeni. Per accendere il fuoco e riscaldare la baracca, la donna avrebbe utilizzato una bottiglia di alcol unita a materiale plastico. Al momento del rogo, il marito della donna non era presente poiché era uscito molto presto per andare a lavorare. Sul posto ci sono anche i carabinieri che stanno effettuando i rilievi.

Appena arrivati Era arrivata dalla Romania, dove vive con il figlio, a Roma per trascorrere le feste di Natale con il marito. La donna di 32 anni morta insieme a suo figlio di tre nell’incendio che si è sviluppato nella loro baracca a Castelfusano, era nella capitale solo da domenica. Voleva trascorrere le feste con il marito, in Italia da diverso tempo. A rivelare la circostanza lo stesso marito della vittima che è stato ascoltato dai carabinieri del gruppo di Ostia. L’uomo, che vive di lavoretti saltuari, stamani si era alzato presto.

I soccorsi La baracca andata a fuoco e nella quale sono morti madre e figlio era nascosta nel fitto della vegetazione della riserva di Castelfusano, il polmone verde sul litorale romano. Difficile da raggiungere anche per i pompieri che per spegnere le fiamme, tra le quali sono morti la donna romena e il figlio di tre anni, hanno usato la sabbia e le pale perché era impossibile portare i mezzi all’interno della riserva. La baracca andata a fuocoo si trova a circa 700 metri dalla via Litoranea, completamente immersa nella fitta vegetazione. Non ci sono strade che portano all’interno della pineta, ma solo sentieri quasi inaccessibili. Proprio in queste aree nascoste sorgeva la baracca e altri rifugi di disperati.

La baraccopoli Sono circa 400 i disperati che vivono nella baraccopoli di Castelfusano. Questo il dato fornito dal presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani ed emerso da un censimento fatto dall’esercito subito dopo il devastante incendio nella pineta avvenuto nel 2000. "In questa baracche nella pineta di Castelfusano vivono cittadini comunitari che fanno quei mestieri che ormai si sono persi ma che sono ancora necessari - spiega il presidente del Municipio -. Chiedo allora che si dia a queste persone una sistemazione decorosa. Si fa un gran parlare di campi nomadi, ma anche questa situazione deve essere subito presa in considerazione perché è una vera emergenza umana e sociale".

Alemanno: "Via entro l'estate" "L’obiettivo è quello di eliminare le baracche della pineta di Castelfusano prima dell’estate". Lo ha annunciato il sindaco di Roma Gianni Alemanno che si è recato sul luogo della tragedia. "Se questo incendio - ha aggiunto - fosse avvenuto in estate, la situazione sarebbe stata ancora più grave". Alemanno ha spiegato che "contemporaneamente verranno realizzati nuovi campi fuori dal Grande Raccordo Anulare per poter dare una soluzione diversa dopo tantissimi anni in cui questa situazione è stata lasciata a se stessa". Il sindaco ha poi riassunto quali saranno le prossime operazioni messe in campo dall’amministrazione per risolvere il probelma di nomadi e senza tetto che vivono in cambi e insediamenti abusivi. "A gennaio faremo una riunione con il prefetto per avere un unico piano. In particolare a Castelfusano dovremmo ripristinare il sottobosco della pineta per rendere agevole il passaggio dei mezzi, togliere poi le baracche, verificare quante persone ci vivono ed espellere gli irregolari e infine sorvegliare la pineta con un gruppo da definire - ha concluso - tra forestale, carabinieri ed esercito".