Roma, c’è il Catania Spalletti: «Basta con i cali di tensione»

Jacopo Granzotto

D’ora in avanti in casa si vince. Parola d’ordine di Luciano Spalletti che stravede per la sua Roma rilanciata dalla doppietta milanese di Francesco Totti. All’Olimpico arriva il Catania, potenziale guastafeste nell’affollata bagarre al quarto posto. L’occasione buona per non ricadere nei pareggi che avevano frenato i giallorossi in casa contro Chievo e Ascoli, sfruttando eventuali scivoloni dei due battistrada. Il mister sa come caricare a dovere i suoi, l’importante è che ci sia profumo d’impresa, anche se l’avversario si chiama Catania e non Arsenal: «Guardate che i risultati del Catania non sono frutto del caso. È segno che hanno qualità importanti, sanno attaccare bene e quando si difendono lo fanno con ordine senza farsi trovare lunghi».
Dunque serve carattere e un pizzico di fortuna, proprio come a Milano. «La buona sorte non guasta, penso però che dovremmo essere più bravi del solito, perché la tensione può calare, le partite sono tante e riuscire a mantenere la concentrazione ai massimi livelli è quasi impossibile. Qualcosa, forse troppo, abbiamo già lasciato per strada, nonostante i ragazzi siano stati bravi a rimettersi in pista vincendo gare importanti».
Mancherà Max Tonetto, il terzino ex Samp è stato sottoposto ad accertamenti che hanno chiarito l’entità del problema muscolare. Si tratta di una lesione parcellare al flessore della coscia sinistra. «Nel suo ruolo ha giocato anche Rosi - analizza Spalletti - anche Chivu all’occorrenza l’ha fatto, Panucci può spostarsi da quella parte. Forse in questo caso potrebbe giocare Panucci. Sono sicuro che i ragazzi si rimboccheranno le maniche, come hanno sempre fatto fino ad ora». Tra i combattenti c’è un De Rossi trasformato, un giocatore che è la migliore garanzia di affidabilità: «Lui sta bene, è in grande condizione. Non ha bisogno di riposare. Fa chilometri e li fa con qualità. Ha giocato tanto ma per il suo fisico, la sua età e il suo grande entusiasmo riesce a sopperire benissimo a qualche mezzo tempo in più».
Inevitabile tornare sull’appiccicosa polemica tra Totti e il ct della nazionale Donadoni, una vicenda che ha stancato davvero tutti anche il mister giallorosso. «Mi sembra che Donadoni abbia il numero di telefono di Totti. Lui non vuole tornare in nazionale prima di essersi tolto la placca e le viti dalla caviglia sinistra, questo il ct lo sa bene. Non so se Francesco tornerà a vestire la maglia azzurra. Sono convinto che i due siano rimasti ai discorsi che hanno fatto tra di loro circa quaranta giorni fa qui a Trigoria, quando il ct è stato qui».
Meglio cambiare argomento: pallone d’oro a Cannavaro, un dibattito che su internet sta dividendo l’universo mondo. «Se fosse confermato l’avrebbe meritato. Al Mondiale è stato un baluardo. Ma anche Buffon l’avrebbe meritato, l’importante, lo ripeto, è che il premio vada a un giocatore italiano».
Oggi pomeriggio all’Olimpico è atteso il pienone: «Si sa, noi abbiamo un grande pubblico che ci fa sentire sempre il suo affetto. Per come è strutturato, lo stadio Olimpico, sembra che sia vuoto quando ci sono 40mila persone. Avere i tifosi più vicini quindi sarebbe una cosa bella da vivere e mi farebbe molto piacere. Fra l’altro voglio fare i complimenti alla Società per l’iniziativa dei bambini (un euro il biglietto fino a 12 anni), così si va nella giusta direzione».