Roma, c’è il Livorno Spalletti non si fida: «Attenti a Kuffour»

I giallorossi inaugurano alle 18 il campionato all’Olimpico. Il tecnico: «Ho delle buone sensazioni»

Jacopo Granzotto

Era ora. Ai giallorossi l’onore di aprire, alle 18 contro il Livorno, il campionato di calcio. Un torneo che parte in sordina, tra penalizzazioni, giocatori perennemente fuori forma e contratti televisivi ancora da definire. Un esordio - ammettiamolo - comodo per chi punta in alto, anche se non troppo.
«Se saremo bravi potremo battere persino l’Inter e il Milan - arrischia Spalletti -. Ma basta parlarne e si corre il rischio di diventare presuntuosi. Cerchiamo invece di non ricadere nei soliti difetti». Tipo «le espulsioni banali» e «molte altre cose». Ma anche «le palle inattive». Nonostante tutto però «le sensazioni sono buone». Buone perché la squadra è a dir suo «cresciuta». «C’è un po’ il rischio di sottovalutare l’impegno, ma conosco bene i miei giocatori e sono convinto che avranno voglia di dimostrare il loro valore attraverso l’umiltà».
Intanto, a conferma della non proibitività del match, da Livorno fanno sapere di considerare ardua, forse troppo, la trasferta romana e che sarebbe meglio concentrarsi subito sull’esordio in Coppa Uefa (giovedì contro il Pasching). «Se la pensano così, mettiamoci d’accordo e facciamo 2-0 per noi...», ha ironicamente replicato Spalletti. «Noi avremo la Champions martedì, ma io ci penserò solo dopo la partita».
E infatti, di seguito, l’elogio dei fortissimi livornesi: «Il Livorno sarà avversario da rispettare, ha giocatori forti e d’esperienza come Kuffour che avrà voglia di dimostrare il suo valore davanti agli ex compagni». Insomma per vincere «si dovrà tirare fuori il meglio e metterlo a disposizione del gruppo». Capitolo formazione. Spalletti non scioglie i dubbi sui ballottaggi in difesa e a centrocampo. Il tecnico deve fronteggiare l’assenza del sempre più assente Chivu. «Panucci ha recuperato bene». Giocherà centrale? «Sa farlo, per quel ruolo serve anche esperienza e lui ha anche un buon piede per far partire le azioni da dietro. Ma non sto dicendo che giocherà lì. La formazione nascerà in base anche a considerazioni sul ravvicinato impegno di Champions». Perrotta? «Sta bene (non si direbbe dopo la figuraccia in nazionale) e non è in dubbio».
In corsa per una maglia anche Matteo Ferrari. «Ho per lui la stessa considerazione che ho per gli altri. Alla fine della stagione tutti conteranno un numero importante di partite giocate. L’anno scorso abbiamo fatto 56 partite. Alla fine tutti saranno intorno alle 30 gare. Aquilani è paragonabile ad esempio a Montolivo, due bravi centrocampisti dell’Under 21. vogliamo vedere quante partite hanno giocato Aquilani e quante Montolivo? Tutti giocheranno e ciò, lo ripeto, vale anche per Ferrari».
Il tecnico chiude tornando sul pranzo con Veltroni: «Debbo ringraziare il sindaco delle parole che ha detto dopo il nostro incontro. Mi sono sembrate anche troppo generose. Noi cercheremo di non smentirlo». Milanesi permettendo.