Roma, caccia ai due violentatori Alemanno: "No alle ronde fai da te" Il governo: ora decreto anti-stupri

Ricercati i due uomini che ieri hanno <a href="/a.pic1?ID=329002" target="_blank"><strong>aggredito una coppietta di
fidanzatini</strong></a>. Rabbia dei residenti: pronti alle ronde. <a href="/a.pic1?ID=328793" target="_blank"><strong>Bologna: ragazzina stuprata dal clandestino messo in libertà due volte dai giudici</strong></a>. Studentessa sudamericana <a href="/at.pic1?ID=329010" target="_blank"><strong>violentata a Milano</strong></a>. In consiglio dei mimistri subito il provvedimento

Roma - E' caccia aperta ai due uomini che ieri nel tardo pomeriggio hanno aggredito una coppietta di fidanzatini vicino al parco della Caffarella, picchiando lui e violentando lei. Secondo quanto appreso, non sarebbe stato possibile ottenere un identikit dei due uomini dai due fidanzatini: il ragazzo, sentito in questura ieri sera, avrebbe fornito solo sommarie indicazioni sull'abbigliamento degli aggressori e sulla capigliatura di uno dei due. Sul luogo dello stupro, individuato in tarda serata dalla polizia, però, sarebbero state trovate tracce definite "importanti" per il "prosieguo delle indagini".

Il ragazzo: dicevano di essere armati "Ci hanno detto che erano armati, che avevano una pistola e che dovevamo seguirli altrimenti ci uccidevano". Così il ragazzo di 16 anni aggredito insieme alla sua fidanzatina di 14 ha raccontato le fasi iniziali dell'aggressione e poi della violenza. Ha raccontato, in lacrime e fortemente sconvolto, alla polizia di aver pensato che i due stranieri volessero rapinarlo. Per questo motivo avrebbe detto di avere pochi euro ed un cellulare. Poi una volta arrivati in una delle zone più buie del parco è stato l'inferno. Il ragazzo è stato picchiato e tenuto fermo mentre a turno i due stranieri violentavano la sua fidanzatina. Da ieri sera i due ragazzi sono assistiti da una psicologa della polizia di Stato.

Pronti alle ronde Stanno pensando a ronde notturne i residenti del quartiere dove si trova il parco della Caffarella, l'area verde dove ieri pomeriggio una ragazzina di 14 anni è stata stuprata e il suo fidanzatino, di 16 picchiato da due stranieri che, secondo un primo racconto fatto dalla coppia alla polizia, forse erano stranieri dell'Est Europa, per il loro accento. Stamani, un gruppo di uomini si è ritrovato davanti all' entrata del parco nel quartiere Appio Latini. "Stiamo organizzando una fiaccolata per richiamare l'attenzione del mondo politico e istituzionale verso quest'area abbandonata da anni". "Abbiamo paura a mandare i nostri nipotini alla scuola vicino al parco - dice una nonna - Li lasciamo davanti all'ingresso e li adiamo a riprendere. Ci sono troppi stranieri e nomadi che ci mettono paura. Poi di sera, quando cala il buio, qui davanti non ci passiamo poco".

Alemanno: no alla giustizia fai da te Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, durante un sopralluogo con i cittadini nel Parco della Caffarella, ha annunciato di voler "incrementare le forme di coinvolgimento dei cittadini sul fronte della sicurezza". "Vogliamo migliorare le possibilità da parte dei cittadini di segnalare episodi criminosi alle forze dell'ordine - ha spiegato Alemanno - ma non bisogna assolutamente affidarsi alla giustizia fai-da-te". Nel corso del sopralluogo, il sindaco è stato informato dagli abitanti della zona sulla situazione di insicurezza del Parco della Caffarella.

"Iniziativa sulla certezza della pena" "Domani il ministero dell'Interno prenderà un'iniziativa molto forte sul versante della certezza della pena. Chiederò di anticipare una serie di norme", ha poi detto il sindaco. "Se gli inquirenti assicurano alla giustizia i responsabili di fatto come questo o come quello di Guidonia e poi - ha spiegato Alemanno - non c'é corrispondenza negli atti della magistratura è chiaro che si rischia di dare un segnale contrario. Polizia e carabinieri devono sapere che quando prendono qualcuno questo deve essere assicurato alla giustizià". "Il questore sta lavorando, credo si giungerà a breve a risultati". E, interpellato sulla possibilità di andare a visitare la giovane vittima, ha aggiunto: "Per ora bisogna lasciarla tranquilla".

Pomarici: vicini alla famiglia "Sgomento" per la "brutale violenza perpetrata ai danni di una ragazzina di 14 anni al Parco della Caffarella" è stato espresso da Marco Pomarici, presidente del Consiglio comunale di Roma. "L' amministrazione comunale sarà vicino alla giovane e alla sua famiglia anche in sede legale, come ha stabilito il Consiglio Comunale straordinario del 29 gennaio scorso - ha detto Pomarici -. Sul fronte investigativo sono certo che le forze di polizia saranno in grado di arrestare velocemente i due vigliacchi che hanno sfogato la loro bestialità contro degli adolescenti. La misura è colma sotto tutti i punti di vista, il rischio di farsi giustizia sommaria è elevatissimo e la questione mi preoccupa molto". Pomarici ha rinnovato a tutte le forze politiche "che durante il consiglio straordinario dimostrarono responsabilità e unità di intenti", un appello a mantenere "toni bassi e pacati. Non è certo il momento delle strumentalizzazioni urlate".

Calderoli: ora castrazione chimica "Sono anni che propongo come soluzione, così come è stato già fatto in molti altri Paesi europei, la castrazione chimica, in quanto unico strumento in grado di garantire un controllo degli istinti per chi spontaneamente non è capace di controllarli". Lo afferma il ministro leghista Roberto Calderoli, commentando gli ultimi casi di stupro. "La società, e le donne in particolare - conclude il ministro - hanno il diritto alla difesa, e il giorno che anche il nostro Paese affronterà seriamente l'argomento sarà sempre troppo tardi".

In Consiglio dei ministri misure anti-stupri  Il governo intende anticipare - tramite un provvedimento da approvare al prossimo Consiglio dei ministri - alcune misure contenute nel disegno di legge sicurezza approvato dal Senato, tra cui quella che esclude la possibilità della concessione degli arresti domiciliari a chi é accusato di stupro. Il provvedimento, secondo quanto si apprende, vuole essere un segnale forte dopo gli ultimi fatti di cronaca.
E' l'articolo 26 del ddl sicurezza ('Modifica alle disposizioni del codice di procedura penale in tema di misure cautelari personalì) - un emendamento presentato dalla Lega - a contenere la stretta nei confronti di chi è accusato di reati di violenza sessuale. Il provvedimento rende obbligatoria la custodia cautelare in carcere - escludendo i domiciliari o altri benefici come l'affidamento in prova ai servizi sociali o il regime di semilibertà - per chi commette questo tipo di reati. Il ddl, approdato alla Camera dopo il via libera del Senato, sarà probabilmente modificato a Montecitorio e dovrà tornare nuovamente a Palazzo Madama per l'ok definitivo. Il governo intenderebbe, invece, dare una risposta immediata. Da qui la soluzione che prevederebbe l'anticipo dell'entrata in vigore della norma.