La Roma cade a Valencia Totti la illude dal dischetto

Spagnoli superiori per gioco, occasioni e brillantezza. In vantaggio con Angulo e raggiunti su rigore, vincono con Villa

nostro inviato a Valencia
La Roma non ce l’ha fatta, Spalletti aveva parlato di una partita delicata che avrebbe dato un grande vantaggio a chi l’avrebbe vinta, senza però compromettere la qualificazione nel girone. Tutto vero, così come è altrettanto vero che ogni volta che si è trovata davanti una squadra di livello ha perso senza attenuanti, due volte con l’Inter, ieri sera con il Valencia.
Il vero problema è stato il tradimento di Francesco Totti, in regresso rispetto all’uscita di domenica a Parma. Il capitano ha realizzato il rigore in modo impeccabile, quello di un illusorio 1 a 1, ma ha dato l’idea di lasciare la Roma per troppi tratti in dieci uomini, con Aquilani che ha corso anche per lui e probabilmente stremato ha abbandonato il campo del Mestalla dopo i primi quarantacinque minuti per fare posto a Montella.
A quel punto Spalletti ha deciso di rischiare, troppo pericoloso aspettare il Valencia e le fucilate di Villa: Montella è entrato con il compito di allungare la squadra, costretta nel primo tempo a salire con tre, anche quattro uomini, e poi spesso scoperta davanti alla velocità di David Villa, l’altra faccia di questa partita.
Praticamente da solo ha tenuto sveglia tutta la retroguardia romanista, una sua svirgolata al 12’ del primo tempo ha depositato magicamente il pallone sui piedi di Angulo che ha indovinato la porta in diagonale, da posizione centrale e in piena area. Inutile il tuffo di Doni, da rivedere la posizione dei due centrali romanisti. Ma Villa è stato devastante, ha seguito l’azione di Moretti sulla sinistra, quando ha ricevuto la palla non ha neppure guardato la porta, si è girato e ha fatto partire un destro rasoterra a fil di palo che si è infilato con sibilo. Conosce le dimensioni del Mestalla a memoria, in qualunque zona del campo si trovi sa esattamente dove sia la porta, Doni deve ringraziare il suo angelo se a un solo minuto dal riposo un suo destro a giro è finito fuori dando quasi l’idea che a spostarsi fosse il palo.
Con un Morientes più presente, ieri sera il Valencia avrebbe fatto a pezzi qualsiasi squadra. La Roma ha almeno il merito di essere sempre rimasta in partita, grazie a quel rigore che è venuto molto casualmente e inoltre per merito di Cassetti, quindi del giocatore che in pochi avevano previsto in formazione. La Roma aveva perso palla dopo il cross di Tonetto in piena area, Moretti aveva scelto bene la posizione, era solo ma si è lasciato beffare dal suo pessimo controllo, la palla gli è rimasta sotto i piedi con Canizares che urlava, Cassetti lo ha assalito alle spalle, gliel’ ha rubata e l’italiano del Valencia non ha potuto fare altro che abbatterlo. Ma non sarebbe bastato a convincere quel tedescone dell’arbitro Fandel che sul momento sembra accordare una semplice rimessa dal fondo. Gruppo romanista scatenatissimo, l’assistente di destra Wezel alza la bandierina: herr Fandel, è rigore, urla all’arbitro. Calcia Totti; uno a uno.
La Roma resta in partita ma il Valencia ha continuato a farla. Inutile l’ingresso di Montella e più tardi di Okaka, la squadra giallorossa ha giocato con personalità ma occasioni vere non se ne sono viste, il risultato per il Valencia è quasi stretto. Scontri prima dell’inizio della partita fra polizia e tifosi giallorossi, una serata non fantastica.