«Roma Capitale», approvata la mozione

Il futuro assetto della capitale verrà presto discusso in aula. Il Consiglio regionale del Lazio ha, infatti, approvato all’unanimità una mozione, primo firmatario Donato Robilotta (Sr), con la quale «impegna il Presidente Marrazzo a discutere il disegno di legge delega sul Codice delle Autonomie, in particolare dell’articolo 5, riguardante la delega al Governo per la disciplina dell’ordinamento di Roma Capitale».
«L’approvazione della mozione è importante in sé - commenta Robilotta - ma è ancora più importante aver stabilito il principio e sancito l’impegno ad affrontare nella sede propria, il Consiglio Regionale, il dibattito su Roma Capitale e sulle azioni da mettere in campo per la parte di competenza regionale». Gli aspetti sui quali la Regione ha competenza esclusiva o concorrente riguardano le materie «del governo del territorio», «dell’edilizia pubblica e privata», «dei trasporti», «della mobilità» e «dei servizi sociali», come previsto dall’articolo 117 della Costituzione che, inoltre, all’articolo 121 attribuisce la potestà legislativa in queste materie al Consiglio Regionale. «Con la mozione è stato ribadito proprio il rispetto della Costituzione per quanto attiene alle funzioni della Regione - continua Robilotta - funzioni che dovranno essere esercitate per dotare Roma di uno standard di servizi degno di una Capitale europea».
Per il capogruppo di Forza Italia, Alfredo Pallone «sono oltre due decenni che la politica s’interroga su Roma capitale e Roma a statuto speciale. Giusto che sia così, vista l’importanza della metropoli. Tuttavia, mi preme sottolineare come l’attenzione verso la capitale d’Italia, dimostrata dal governo Berlusconi con i cospicui fondi delle legge Lunardi per la terza corsia del Grande raccordo anulare e per la metro C, non possa penalizzare gli altri capoluoghi di provincia».
«Maggioranza e opposizione hanno votato all’unanimità una mozione - aggiunge il capogruppo della Dc per le Autonomie alla Pisana, Fabio Desideri - che impegna Marrazzo affinché la discussione sul futuro assetto della capitale sia portata all’interno dell’assemblea consiliare del Lazio. Un passo fondamentale che ristabilisce i giusti equilibri istituzionali».