Roma capitale, i sindaci votano Alemanno

Roma Capitale, si va avanti tra consensi e critiche. I consensi sono quelli dei sindaci di centrodestra di oltre trenta comuni in provincia di Roma, che hanno sottoscritto un documento di sostegno alla giunta Alemanno per l’ordinamento di Roma Capitale e hanno dato vita a un tavolo di confronto per «valutare le applicazioni della legge nel territorio provinciale e individuare le forme di collaborazione con la capitale». «Il decreto - dice il sindaco di Marino, Adriano Palozzi - conferisce a Roma lo status di capitale e permette di risolvere importanti problemi in provincia come quello dei trasporti. L’obiettivo è mantenere le nostre autonomie e cercare di accedere ai fondi per combattere i problemi della provincia». Tra gli altri sindaci presenti quello di Anzio, Luciano Bruschini, quello di Montecompatri, Marco De Carolis e quello di Civitavecchia, Giovanni Moscherini. Un appoggio non del tutto disiniteressato secondo il presidente del consiglio regionale Guido Milana: «Mi auguro - dice - che i sindaci della Provincia non si prestino ad assumere posizioni di parte ma facciano prevalere l’impegno nella difesa dei diritti dei cittadini che amministrano».
Ma non sono tutte rose e fiori per Alemanno. Qualche riserva sul disegno di legge approvato venerdì scorso che dà il via all’iter per Roma capitale emerge anche dall’interno del governo. «Il fatto che l’emendamento su Roma Capitale non si trovi nel testo del ddl - fa notare Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali - è un’anomalia. L’emendamento su Roma Capitale deve essere difeso con tenacia in Parlamento avviando da subito un confronto con la Regione». «Il problema - aggiunge Giro - è che al suo interno sono previste competenza di pertinenza della Regione, come ad esempio l’urbanistica o l’assetto del territorio. O come la tutela dei Beni culturali che è di competenza statale. Va rivisto e va perfezionato».
Critiche molto più ampie ma anche più strumentali sono quelle avanzate una volta di più dal presidente della Regione Piero Marrazzo, secondo il quale per Roma Capitale «è necessario sedersi intorno a un tavolo perché in primo luogo già c’è un tavolo aperto che è la commissione coordinata da Giuliano Amato» e «in secondo luogo perché la proposta» dell’emendamento del disegno di legge sul federalismo fiscale «è “abborracciata”». «Non si può non discutere con la Regione di rapporti tra Stato, Regioni e Comuni. Vediamo se nelle prossime ore la commissione Amato ritorna il luogo deputato per una intesa tra Comune, Provincia e Regione», ha concluso Marrazzo.
Rimanda le critiche al mittente il coordinatore regionale di Forza Italia Alfredo Pallone: «Ciò che Marrazzo definisce abborracciato è in verità il mancato coordinamento in quel progetto di Roma Capitale che avrebbe dovuto vedere la Regione Lazio uno dei principali attori di riferimento. Invece di criticare l’ottimo lavoro svolto dal sindaco Alemanno, il presidente Marrazzo farebbe meglio a fare autocritica: in questa fase di rilancio del ruolo della Capitale, non è stato capace di ricavare per la Regione Lazio quel ruolo guida che gli sarebbe naturalmente spettato e quando in politica si lasciano spazi vuoti, questi vengono opportunamente occupati da chi è più recettivo nei confronti delle necessità istituzionali e sociali di un Paese».