Roma capolavoro, Dinamo ko: 2 a 0

Grande serata dei giallorossi all'Olimpico, è trionfo coronato da un bel gol di Totti nel secondo tempo. Nel primo tempo era andato in gol di testa un impeccabile Perrotta

Roma - Due gol, due pali, e la Dinamo Kiev torna a casa frastornata, un po' incupita. Visto che anche il Manchester ha cominciato vincendo in Portogallo per gli ucraini si fa dura. Si diverte la Roma tornando in Champions dopo la sbornia all'Old Trafford. Vince, convince, a volte infastidisce i tifosi con manovre un po' leziose, ma la sostanza c'é, ed è tanta.

La Spalletti band studia l'avversario, lo intontisce con un'azione da mal di testa che Perrotta capitalizza. E sembra l'inizio di una goleada. Poi c'é qualche fraseggio di troppo, ma il bandolo della matassa non viene mai perso. E con una sicurezza in difesa come Juan tutto diventa più facile. Perfino Mexes può fare da gregario al talentuoso brasiliano, vera ciliegina sulla torta giallorossa. La Roma veleggia poderosa, imbattuta e senza subire gol in campionato e ora in Champions. C'é Totti alla regia di questo complesso che ormai gioca a memoria. Distribuisce assist, poi quando vede che la situazione non si rassicura mette il suo zampino per il 2-0 definitivo. Accanto a lui macina campo Taddei, sale di condizione Mancini, mentre De Rossi e Aquilani sono ormai una coppia collaudata. E Donadoni in tribuna annota tutto per gli impegni futuri azzurri. Nell'unica occasione avversaria Doni chiude la porta mentre sono un po' sottoritmo gli esterni Tonetto, che rimedia un'ingenua ammonizione, e Cassetti che poi cresce e suggella la sua ripresa con un palo (il primo lo coglie invece Juan).

Per Spalletti, sempre più saldo al timone della squadra, è una bella soddisfazione. La panchina quest'anno dà una solida mano e la Roma sembra nemmeno non faticare troppo dato che controlla il gioco a suo piacimento. Ora i giallorossi, con il capitale di tre punti, sono pronti ad andare a Manchester per tentare di regolare i conti, anche se le due antagoniste sembrano in grado di qualificarsi in coppia senza affanni. A tre anni dalla monetina di Frisk la Roma ritrova la Dinamo Kiev ed è il ritorno alla Champions pochi mesi dopo l'epilogo amaro di Manchester. Spalletti si fida dei suoi veterani e concede il proscenio ad Amantino Mancini, a lungo fermato da un infortunio. Si ripropone la Roma del passato con Juan al posto di Chivu. Ma c'é una panchina decisamente competitiva. Come accade ormai da inizio stagione i giallorossi cominciano studiando gli spazi, prendendo le misure degli avversari per poi piazzare micidiali azioni corali con il pallone nascosto agli stupiti avversari.

Al 9' c'é uno sprazzo di grande Roma: lunghi scambi di prima poi si cambia ritmo, da Mancini ad Aquilani, apertura a Tonetto, cross veloce per Perrotta che spizza il pallone di testa quel tanto che basta per fare secco il portiere. L'Olimpico, pieno a metà, è in piedi e si gode lo spettacolo. Ma non è l'antipasto di un menù ricco perché dopo due tiri di Cassetti e Tonetto al 15' e al 21' che vengono parati, la squadra si concede pause, amministra, ma soprattutto si perde a volte in fraseggi leziosi con tanti passaggi sbagliati. In particolare certi errori vengono fatti anche in difesa e Spalletti in piedi fa sentire la sua ira. C'é un altro sprazzo di gran gioco al 28': Taddei centra, Perrotta si sposta e fa filtrare per Juan che colpisce il palo da dentro l'area. Poi c'é un infortunio di Bangoura che a metà gara viene sostituito da Diogo Rincon.

Nella ripresa la Roma parte veloce e al 4' sfiora il raddoppio: Mancini scambia con Totti da angolo, entra in area e carica il tiro ma Shovkovskikh riesce a deviare. Poi tocca a De Rossi essere il terminale finale di un'azione corale, ma c'é una provvidenziale deviazione in angolo. La Roma continua ad alternare sprazzi di classe a momenti di stanca che il pubblico non gradisce. Esce Mancini dopo un'ora ed entra Giuly che al 23', splendidamente lanciato da De Rossi, si mangia un'occasionissima calciando sul portiere. Ma se il francese spreca Totti capitalizza. Al 25' nuovo contropiede dopo un intervento difensivo d'autore di Juan: Perrotta libera sulla destra Totti che entra in area e beffa il portiere sul un diagonale sul palo lontano. Spalletti tira un sospiro di sollievo. E a quel punto la Roma prende lena, comincia a tenere palla e a distendersi. Al 28' un tiro di Aquilani da fuori area va di poco fuori, al 31' una conclusione di Totti viene parata. Poi al 33' l'unica occasione per la Dinamo Kiv ma Doni salva su Shatskikh.

Alla fine è ancora tanta Roma: al 41' Giuly serve Totti e il portiere ucraino salva in angolo. Poi al 43' tocca a Cassetti stupire l'Olimpico: un gran tiro da fuori si stampa sul palo. La Dinamo subisce due gol e due pali e la Roma può cominciare a pensare alla Juventus.