Roma celebra Mancini e Totti eroi della campagna di Gallia

Il brasiliano: «Il mio un gol alla Ronaldo? Meglio, ho fatto 5 doppi passi». Il capitano stavolta decisivo

da Roma

Una qualificazione a passo di capoeira. O di samba, come ha preferito definire la sua prodezza di Lione il romanista Amantino Mancini. «Mi ha ricordato il gol che Ronaldo (allora interista) segnò alla Lazio nella finale di Coppa Uefa del ’98», dice il compagno di squadra Cassetti. Il brasiliano della Roma ringrazia per il paragone illustre, ma precisa con il sorriso: «Per la verità, lui di doppi passi ne fece uno, io cinque...». Di sicuro, è uno spot per il calcio tanto che qualcuno, ammirato dalle finte con cui ha «ubriacato» Reveillere, ha scomodato persino Garrincha. Ha scelto la serata migliore, l’esterno di Belo Horizonte, per segnare il suo primo gol in Champions league. Un gol che ha cancellato critiche e polemiche degli ultimi mesi, dai contrasti con il tecnico alla convivenza «forzata» con Totti.
Già, il capitano, con il quale ha ormai stabilito un patto di non belligeranza. Proprio Totti martedì sera ha dato il la alla serata da gladiatori. Molti hanno spesso rimproverato il numero dieci della Roma di non essere decisivo negli appuntamenti che contano, soprattutto a livello internazionale. La rete di testa al Lione (un gol da centravanti puro) è la nuova risposta sul campo alle critiche: dopo il rigore sbagliato con la Reggina, reagì con la doppietta di Verona; nella sfida dello Stade de Gerland sfrutta al meglio il cross di Tonetto, mettendo fuori gioco Cris e Coupet e pesca con un lancio millimetrico Mancini in occasione del gol tranquillità. Alla fine festeggia sotto la curva dei duemila fortunati tifosi giallorossi, scatenando una vera bagarre quando lancia la sua maglia. Shakthar, Valencia, Olympiakos (contro il quale ha fallito anche un penalty) e Lione sono le squadre che hanno incassato gol da Francesco. Che ora, oltre alla classifica cannonieri della serie A, chissà che non cominci a fare un pensierino anche a quella europea. Ne ha ancora cinque davanti, ma sperare non costa nulla.
Per ora si gode la qualificazione («una serata indimenticabile e una Roma praticamente perfetta») e il giorno di riposo concesso ieri da Spalletti, che ha festeggiato i suoi 48 anni proprio nella città dell’impresa. Panucci è a letto con l’influenza, Chivu è stato operato al setto nasale fratturato dall’intervento cattivo di Fred. Ma un passaggio ai quarti (che frutterà almeno 5 milioni di euro alla Roma) vale anche un naso rotto.