La Roma cerca di guarire in Europa

da Roma

Il titolo Roma è in caduta libera (ieri ha perso quasi il 6 per cento), quello della squadra di Spalletti crolla nel borsino del campionato. I dodici gol incassati - solo con Carlos Bianchi undici anni fa e nella peggiore annata di Capello era andata così male dopo otto giornate - sono lo spunto principale per le prime pesanti critiche attorno all’armata Spalletti. Fino a un mese fa elogiata come esempio del bel calcio e oggi contestata per quell’equilibrio in campo che non sembra esserci più e per quelle certezze smarrite in poche partite.
Tra i tifosi giallorossi si comincia a respirare un certo malumore dopo i quattro gol rimediati dal Napoli. Sul banco degli imputati - incredibile, ma vero - ora c’è anche il tecnico toscano. «Prigioniero», dicono in molti, di un modulo nato dall’emergenza due anni fa e poi portato avanti con costanza (come dimostra l’ultima campagna acquisti), che l’allenatore non riesce a mutare neppure nei momenti di difficoltà. Un modulo che ha sì regalato grandi soddisfazioni, ma che in assenza di alcuni protagonisti (vedi Taddei) rischia di essere un boomerang pericoloso contro squadre ben attrezzate.
Spalletti, alla vigilia della terza partita europea della stagione, rifiuta però la parola crisi. «Inutile creare nervosismi o allarmismi, è un periodo nel quale le cose non vanno per il verso giusto e c’è una piccola involuzione, se guardiamo le ultime partite. Serve più attenzione in fase difensiva e per ora non penso a un modulo alternativo, andiamo avanti così». Non cambia nemmeno il programma della vigilia: niente ritiro obbligatorio, come qualcuno in società avrebbe voluto. «Non è che i ritiri facciano vincere le partite, ma se mi assicurate che è così, restiamo a Trigoria...», ribatte l’allenatore.
L’Europa può arrivare in soccorso di una Roma, se non in crisi, almeno convalescente. L’inedita sfida con i portoghesi dello Sporting Lisbona è quasi (lo dice anche Spalletti) un’eliminazione diretta tra andata (stasera all’Olimpico) e ritorno (il 7 novembre in Portogallo), data per scontata la qualificazione del Manchester United. «Visto che giochiamo la prima in casa, abbiamo qualche imposizione in più. Entrambe le squadre amano giocare al calcio, saranno due partite aperte», sottolinea Spalletti. Che se non cambierà modulo, potrebbe cambiare i protagonisti. Ai rientri di Doni (che ieri ha compiuto 28 anni), Juan e Panucci, si aggiunge la possibilità di un Cassetti schierato alla Taddei e cioè come esterno destro nel terzetto dietro Totti (esperimento già tentato l’anno scorso a Valencia). Ogni decisione è però legata al recupero di Perrotta, infortunatosi ieri alla caviglia. Vigilia tormentata, invece, per i portoghesi: prima lo sciopero all’aeroporto di Lisbona, poi alcune valigie smarrite allo scalo di Fiumicino, con il rischio di saltare la rifinitura all’Olimpico.