Roma, cinema occupato e scoppia la bagarre tra Capezzone e Guzzanti

L'ex cinema di San Lorenzo diventerà una sala giochi, ma è occupato da un centro sociale. Il portavoce Pdl fa una conferenza sull'esproprio proletario e la comica irrompe in sala. <a href="/video/roma_lite_guzzanti_e_capezzone/id=guzzanti_capezzone?" target="_blank"><strong>Video</strong></a>

Roma - Quella che doveva essere una conferenza stampa per denunciare "l'occupazione abusiva" dell'ex cinema Palazzo del quartiere San Lorenzo a Roma. ha rischiato di trasformarsi in rissa.

Il cinema è affittato dalla società Camene spa che vorrebbe trasformarlo in una sala giochi, ma da tre mesi nell'edificio di piazza dei Sanniti è nato uno spazio culturale non autorizzato intitolato a Vittorio Arrigoni. E stamattina, mentre nell'hotel Nazionale in Piazza Montecitorio, Daniele Capezzone raccontava ai giornalisti la vicenda e presentava un dossier sull'"esproprio proletario" insieme al deputato del Pd Francesco Aracri, all'esterno gli occupanti del cinema protestavano e contestavano il portavoce del Pdl.

A guidare la protesta, Sabina Guzzanti, che vive proprio nello storico quartiere romano. Ma la comica non si è limitata a manifestare: è entrata nella sala conferenze dell’albergo ed ha iniziato a battibeccare con Capezzone. "Se i centri sociali si sono sollevati è perchè aprire un Casinò in un quartiere come San Lorenzo vicino all’università è illegale", ha esordito la Guzzanti con una certa foga. Durissima la replica di Capezzone. "Lei deve dire in quale in base a quale legalità occupa illegalmente un locale". Tra le urla dei due, la conferenza è stata sospesa per qualche minuto. Il diverbio, durante il quale sono volate anche delle offese, è stato ripreso dalle telecamere di Uniroma.tv.

"Siccome nel dossier vengo chiamata in causa - ha spiegato la Guzzanti dopo aver lasciato la sala - sono entrata a spiegare le mie ragioni. Capezzone non mi ha fatto parlare. La protesta contro la sala giochi è di tutto il quartiere, non solo dei centri sociali. Le macchinette che rovinano economicamente le persone in realtà servono soltanto per riciclare denaro. Penso che non ci sia bisogno di spiegare perché siamo contrari a far entrare in un quartiere studentesco un’attività legata alla criminalità organizzata". Inoltre, ha aggiunto la comica, "il piano regolatore vieta di aprire in quella zona sale per videogiochi. Quindi chi gli ha dato la licenza, gliel’ha data illegalmente". E la Guzzanti lancia frecciatine anche contro Camene spa, definita "una società losca perché non dice il nome del fiduciario" contravvenendo alla "normativa sulla trasparenza che prevede che qualsiasi società sia riconducibile a persone con nome e cognome. Senza questa trasparenza non possono chiedere nemmeno il certificato antimafia". Infine, ha spiegato ancora, "quel locale è a destinazione culturale e la licenza per l’uso commerciale non è mai stata data".

L’occupazione che dura da circa tre mesi, ha sostenuto invece Capezzone, "continua a danni di un privato che paga 15mila euro di affitto al mese. Si tratta di una grave illegalità, di un’occupazione abusiva, che peraltro provoca un grave rischio per la salute". All’interno del locale sono presenti oltre 150 mq di copertura in eternit di cui la Asl ha intimato la rimozione, un montacarichi che arriva a 14 metri e una cabina di alta tensione elettrica non presidiata. Secondo il portavoce del Pdl inoltre impedendo l’apertura della sala giochi "si impedisce di dare lavoro legale a 30-40 persone. Ecco la differenza. C’è chi, da comunista miliardario, difende gli occupanti illegali, e chi, invece, difende chi potrebbe creare decine di posti di lavoro regolari".