Roma corre, le province arrancano

La capitale spinge il piede sull’acceleratore e le altre province si fanno rimorchiare. Ma questo pone un problema di riequilibrio, che non può essere trascurato dalle istituzioni competenti. A parlarne è Maurizio Stirpe, presidente di Confindustria Lazio. «In questi ultimi anni - ha detto presentando la prima pubblicazione del neonato centro studi di Confindustria Lazio - abbiamo assistito ad una forte spinta sull’innovazione e sull’hi-tech, innovazione che è avvenuta soprattutto nell’area di Roma, e che ha saputo trainare le altre province del Lazio. Il dato preoccupante è che, mentre Roma è sempre al di sopra delle performance medie a livello nazionale, il resto delle province è sempre al di sotto di questa media. Il problema del riequilibrio territoriale in termini di crescita è, quindi, il tema centrale che le istituzioni dovranno affrontare».
Stirpe ha affrontato anche il problema della disoccupazione: «Mediamente il Lazio è un pò più svantaggiato nella parte meridionale rispetto alla parte settentrionale, dove almeno c’è una prospettiva di sviluppo legata al porto di Civitavecchia, e al futuro aeroporto di Viterbo. Quindi delle azioni importanti come quelle che sono state fatte per il nord del Lazio, bisognerà prevederle anche nella parte sud della regione». Infine il presidente di Confindustria Lazio si è detto preoccupato «per il rischio di un aumento delle addizionali Irap e Irpef»: «Non si deve mortificare lo sforzo che la Regione sta facendo per cercare di ridurre il deficit sanitario, perché delle azioni importanti, anche a livello strutturale, sono state poste in essere. Per cui, arrivare oggi a vanificare l’effetto di queste azioni, aumentando un’altra volta le addizionali, significherebbe non riconoscere lo sforzo che è stato fatto, e soprattutto non avere fiducia che nel futuro si possa risolvere strutturalmente il problema».