Roma: così è annegato il tempio del nuoto

«Sarà il Foro Italico del 2000». Anche questo vaticinio di Walter Veltroni, dettato dall’allora sindaco di Roma alle agenzie un anno fa, non si è realizzato. La «Città dello sport» di Tor Vergata, il faraonico progetto affidato nel 2005 alla matita di Santiago Calatrava che avrebbe dovuto ospitare i mondiali di nuoto del 2009, un’opera da 400 milioni di euro (compresa la parcella del celebre architetto), è ancora poco più di un cantiere. La posa della prima pietra è di marzo 2007: per ora è costata sui 200 milioni di euro, ma tra finanziamenti e «pezzi perduti» è destinata a ridimensionarsi. Lo scorso 28 luglio la giunta Alemanno ha «spostato» 63 milioni di euro dei fondi per Roma capitale dagli stanziamenti governativi per l’opera di Calatrava (erano 85 milioni spalmati nel biennio 2007-08) ai finanziamenti per prolungare la linea B della metropolitana. E si sta anche valutando di cancellare dal progetto la piscina coperta da 4.000 posti, conservando solo il palasport da 15mila. Già, perché la struttura non potrebbe essere consegnata in tempo per i mondiali, anche se era stata pensata per l’evento. Che sarà invece ospitato dal Foro Italico. Ma da quello vero.