Roma Cuore Spalletti: «Vincere o sarà baratro»

Nel calcio italiano spesso l’ovvio e lo sproposito non passano mai di moda. Così, secondo mister Spalletti, la vittoria nel derby questa sera, «potrebbe aprire scenari importanti». Bisognerebbe capire quali, visto che i giallorossi la vetta la vedono (e probabilmente continueranno a vederla) col binocolo e in Champions ci sono squadre come Barcellona, Manchester e Arsenal provenienti da un altro pianeta. Ma torniamo a Spalletti, reduce dal gavettone in diretta radio su Power Station «Totti non ce la fa e il mister ha annunciato le dimissioni», con conseguente delirio mediatico), per il quale la sfida con la Lazio ha valenza doppia. Da un lato c’è il classico clima da derby, dall’altro l’assoluta necessità di un risultato positivo per cominciare a risalire la china. «Non servono ulteriori stimoli, ci basta l’affetto dei tifosi - dice - e il nome della cittá che portiamo sulle maglie. Siamo consapevoli della nostra situazione in classifica. Dobbiamo ribaltare le cose».
Rispetto alle scorse stagioni, la situazione è cambiata radicalmente. I biancocelesti sono nelle zone alte della classifica, la Roma arranca nelle retrovie. «Arriviamo al derby come ci è arrivata la Lazio in questi ultimi anni» osserva Spalletti. C’è qualche punto interrogativo relativo alla formazione. Tra le certezze Francesco Totti. «Ieri ha avvertito va un leggero fastidio al ginocchio, forse era la conseguenza del lavoro svolto il giorno prima. Ora l’ho appena visto nel parcheggio di Trigoria e mi sembra in condizioni ottimali». Sicura amche la presenza di Daniele De Rossi, che sará in campo nonostante l’infrazione al polso sinistro. I dubbi verranno sciolti nelle prossime ore: «La nostra rosa ci permette di sostituire chiunque. Certo, abbiamo ancora problemi però abbiamo recuperato giocatori come Tonetto e Cassetti.
Sulle suggestioni del derby, Spalletti assicura che «è la partita che vorrei sempre giocare per le emozioni e la ferocia agonistica». Sulla classifica della Lazio: «Non mi stupisce, è la conferma del lavoro fatto assieme alla società. E con Rossi, che reputo un buon allenatore, siamo sempre d’accordo. Ma noi abbiamo un potenziale superiore e sappiamo cosa dobbiamo fare. E sappiamo, come si è visto con il Chelsea, che è il fattore psicologico a fare la differenza».