Roma, decide il solito tiro Mancini Ma il Real continua a fare paura

da Roma

Non indossa certo il vestito della festa nemmeno nell’importante serata europea. Ma per una volta la Roma guarda al bicchiere mezzo pieno. Che sono i due gol segnati al Real Madrid, nonostante una prova bella solo a metà. Con un Totti a mezzo servizio e con un Mancini che si trasforma ogni volta che sente profumo di Champions (vedi la capoeira di Lione di un anno fa e il gol decisivo di ieri), i giallorossi portano a casa un successo che non lascia certo tranquilli in vista della partita di ritorno, ma che se non altro è un segnale importante di grinta. Peccato per quella rete di Raul, peraltro brillantemente recuperata nel corso del match, che costringerà i giallorossi a giocarsi con attenzione anche la sfida al Bernabeu del 5 marzo. Non che ci si aspettasse una passeggiata in Spagna, vista la qualità tecnica del Real, ma mantenere la porta inviolata avrebbe fatto comodo. Più organizzati gli spagnoli per almeno un tempo, più concreti i romanisti nella ripresa, dove comunque i rischi non sono mancati.
Il prologo è ancora una volta da cronaca nera. Stesso luogo, stessa dinamica e ancora una volta un giovane tifoso (stavolta del Real) finisce all’ospedale accoltellato e con varie ferite ai glutei. In precedenza un supporter della Roma aveva tentato di lanciare un sasso nella curva riservata agli ospiti, ma era stato fermato dalla polizia.
Spalletti recupera in difesa Juan, assente da un mese, mentre Giuly parte titolare al posto di Taddei. Dall’altra parte Schuster preferisce schierare a centrocampo Gago, giocatore più di contenimento. Fischi alla lettura delle formazioni per Cannavaro, diventato «nemico» di Totti dopo le sue dichiarazioni sull’addio all’azzurro del romanista. Sotto gli occhi del ct della nazionale Donadoni e di Zeman, è allarmante l’andamento iniziale della partita: il Real tiene il pallino in mano, si dimostra più organizzato e Robben che passa con grande dimestichezza da destra a sinistra fa dannare la Roma. Il gol di Raul interrompe la lunga imbattibilità casalinga di Doni. Rete fortunosa nella dinamica, ma sicuramente cercata dal bomber indiscusso della Champions League: il capitano degli spagnoli, tenuto in gioco da Panucci, mette il piede per cambiare direzione al tiro di Guti, anticipando Cassetti. Il possesso palla dei madridisti è impressionante, come impressionante è la facilità con cui la squadra di Schuster arriva negli ultimi sedici metri. Raul potrebbe fare il bis, ma spreca il 2-0 che avrebbe «ammazzato» la partita. Stupisce l’iniziale scarsa precisione nel passaggio finale di Totti, che conferma una precaria condizione fisica e che paradossalmente crea problemi al gioco della squadra di Spalletti. Il numero dieci giallorosso, però, si rifarà nella ripresa con gli interessi, mandando in gol Mancini con un’azione da incorniciare. Prezioso quindi l’1-1, altrettanto fortunoso, con Pizarro che pesca una palla vagante e con la collaborazione di Gago supera Casillas. Le due squadre mostrano un pressing alto, la Roma per rincorrere gli avversari (eloquente come il Real riesce a tenere palla per tre minuti consecutivi tra il 30’ e il 33’ senza farla vedere ai giallorossi), il Real per una sua abitudine di gioco. La squadra di Spalletti è comunque brava a non crollare, anzi chiude in crescendo il primo tempo. E anche la ripresa mostra segnali di ripresa, la Roma è più tonica anche se non sempre precisa nei passaggi. Totti compie un capolavoro mandando in gol Mancini, il Real sbanda di più in difesa riuscendo però a essere sempre pericoloso (come dimostrano il tiro di Guti e il clamoroso palo di Van Nistelrooy) e nel finale Cannavaro (che vince il personale duello con Totti) ferma con esperienza un pallone che poteva fruttare il 3-1. Sarebbe stato una punizione eccessiva per il Real, tutto rinviato al Bernabeu.