Roma deve diventare la capitale della vita

L’incontro con gli operatori di via Andrea Doria

Un piano di promozione per i mercati rionali, «il cuore pulsante della città», messi ora a dura prova dall’aumento dei grandi centri commerciali. Una proposta che Gianni Alemanno lancia visitando uno dei mercati storici della capitale, quello di via Andrea Doria, nel quartiere Trionfale. Un piccolo bagno di folla per il candidato a sindaco del Pdl, strette di mano ai commercianti, e qualche battuta concessa ai cronisti presenti.
Il giro tra i banchi di frutta e verdura è durato circa un’ora. In diversi si sono avvicinati all’esponente di An per avanzare richieste di aiuto facendogli notare le «condizioni assurde» in cui si lavora ogni giorno. «Levace Rutelli da mezzo, datte ’na mossa», urla un macellaio. E una donna lo saluta calorosamente: «Lei mi piace molto, peccato che Fini sia un po’ una banderuola...». Il tour del candidato del Pdl è proseguito poi in via Santa Maura, dove c’è il cantiere nel quale si sta costruendo una struttura polifunzionale che, una volta ultimata, ospiterà il nuovo mercato rionale. «Questo è un esempio di una mancanza di progettazione e della lentezza burocratica che porta all’aumento di costi e disagi», accusa Alemanno. Il nuovo edificio, con un piano terra per il mercato di 9.800 metri quadrati, doveva essere pronto in 18 mesi (iniziato tra il 2003-2004) ma dopo quattro anni i lavori sono ancora da ultimare. Anche il nuovo termine annunciato per la consegna dello stabile, previsto tra maggio e giugno, «non potrà essere rispettato». Inoltre, «la progettazione», incalza l’ex ministro delle Politiche Agricole «è sbagliata perché è stata inserita una struttura ultramoderna, modello Ara Pacis», in un quartiere storico dallo stile completamente diverso. «Sono questi i grandi architetti di cui tanto si vantano Veltroni e Rutelli».
Un Alemanno a tutto campo, che, continuando il suo tour elettorale per la città, tocca temi istituzionali e locali. Presentando nel pomeriggio la lista civica del «Popolo della Vita», l’ex ministro di An ammette che non accettare l’apparentamento con la lista di Giuliano Ferrara è stato per il Pdl «un errore». Quindi «sono contento che la questa lista a Roma sia apparentata con il Pdl. E aggiunge: «L’emergenza vita è troppo forte nella contemporaneità. Sono necessarie operazioni di prevenzione per allontanare la cultura della morte. Dobbiamo fare di Roma la capitale della vita». Il candidato del Pdl sottolinea inoltre di essere da tempo iscritto all’associazione «Nessuno tocchi Caino» e quindi di sostenere la battaglia contro la pena di morte. Ma altrettanto fondamentale, a suo giudizio, è il rispetto dei diritti del nascituro. La lista «Popolo della Vita» è stata promossa dal movimento «Il Trifoglio» e presenta 52 candidati di cui è capolista Consuelo Priasco.