Roma, un domani buio

È pronto a scendere in campo politicamente il mondo dell’associazionismo. Per far sentire la propria voce in una città, Roma, «dove non ci ritroviamo più». Perché i servizi non funzionano, l’amministrazione è carente, la sicurezza non è più garantita. Perché il sistema elettorale con cui si vota per i comuni «impedisce all’opposizione di incidere». Sono stati questi i passaggi salienti della relazione con cui Potito Salatto, il coordinatore dell’Assoforum - l’organismo che riunisce 50 libere associazioni e diecimila iscritti - ha aperto ieri il convegno «Un Futuro per Roma». «Non escludiamo - annuncia Salatto - se costretti dalla insensibilità altrui, di scendere in campo nelle prossime consultazioni elettorali direttamente, esponendoci in una qualificata lista civica a sostegno di candidature di vertice omogenee alle nostre proposte». Un aut aut che fa il paio con l’altro inevitabile tema «caldo» dell’appuntamento dell’Hotel Parco dei Principi, considerando la tavola rotonda con il «federale» capitolino di An, Gianni Alemanno, il coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Giro, il senatore dell’Udc Mario Baccini: quello del candidato del centrodestra alle prossime Provinciali.
«Sceglieremo rapidamente tra un sistema-primarie e un sistema-tavolo nazionale», spiega Alemanno ai cronisti senza sciogliere il nodo delle ultime settimane. «Il nome di Luciano Ciocchetti è ancora in campo - aggiunge Baccini -. Ma gli altri partiti ci diano in tempi brevi la loro disponibilità. Sono d’accordo con le primarie a tutti i livelli, che dovrebbero essere istituzionalizzate per legge». «Nelle prossime settimane - chiude Giro - dovremo arrivare a una soluzione unitaria». «Sì - chiosa Alemanno - ma non nel chiuso di una stanza».
Per tornare al dibattito, era stato (sempre per Assoforum) Pierluigi Borghini a rincarare la dose: «Le amministrazioni Rutelli e Veltroni non hanno offerto alcun progetto per il futuro. Serve davvero una metro C che attraversi il centro di Roma a costi esorbitanti - 180 milioni di euro a chilometro - o non sarebbe stato meglio investire su un sistema di metropolitane circolari che colleghi le periferie?».
Tanti gli interventi. A prendere la parola sono, tra gli altri, Luigi Abete (Confindustria), Erasmo Cinque del Centro studi «Officina Roma» («non si può fare un nuovo Prg solo nell’interesse dei poteri forti»), il presidente di Unioncamere Andrea Mondello, il presidente di Federlazio Massimo Tabacchiera («questa città è cresciuta, ma senza una programmazione e servizi adeguati») quelli di Confcommercio Roma, Cesare Pambianchi («negli ultimi anni siamo stati aggrediti dalla grande distribuzione») e Acer, Giancarlo Cremonesi («il problema delle infrastrutture rende Roma non competitiva con il mercato globale. Occorrono soluzioni concrete su problemi come la mobilità e l’emergenza casa»).
Poi ancora la politica, con l’immancabile accenno alla mancata visita di Benedetto XVI all’università La Sapienza con i presenti che condannano la sindrome di Porta Pia che ha colpito il centrosinistra romano. «La partecipazione del mondo associativo dimostra il collasso del modello Roma», chiudono Alemanno e Giro.