Roma e Palermo cercano la finale

Ai rosanero basta lo 0-0. Spalletti: «Vogliamo coppa e quarto posto»

Marcello Di Dio

da Roma

Sarà pure bistrattata, ma la Coppa Italia fa gola sia alla Roma che al Palermo. In fondo, è pur sempre un trofeo da mettere anche se Spalletti continua a ripetere che «il vero scudetto della stagione è il quarto posto in campionato». La prospettiva di una finale bis con l’Inter, e quindi di una rivincita immediata nella competizione, è comunque allettante per i giallorossi. A sua volta il Palermo vuole centrare la sua terza finale dopo quasi trenta anni.
«Nessuna delle due snobberà la competizione», ammonisce Papadopulo che proporrà la migliore formazione possibile, si aggrapperà alla serie positiva del Palermo con i giallorossi (cinque partite consecutive senza sconfitte), alla vittoria dello scorso dicembre in campionato («ma era un’altra Roma...») e a quella striminzita dell’andata, 2-1, nonostante una prestazione brillantissima. «Ma non difenderemo certo il risultato, così facendo avremmo già perso in partenza», sottolinea capitan Corini che conta molto sul tifo dei settemila siciliani che saranno stasera all’Olimpico. La Roma, invece, farà affidamento alla grinta del suo gruppo e all’importante gol lampo di Perrotta segnato tre settimane fa al Barbera nel match di andata. «Puntiamo decisamente a vincere la Coppa», dice Spalletti che ha evitato ai suoi giocatori il classico ritiro prepartita. E annuncia un po’ di turnover: Mexes, Aquilani e Perrotta sono acciaccati, ma solo i primi due dovrebbero sedere in panchina. Fra tre giorni i giallorossi torneranno a sfidare il Palermo in campionato (ma in Sicilia) e con una rosa corta si devono centellinare le energie.
Intanto il presidente degli isolani Zamparini, che lesina elogi inattesi al suo ex allenatore Spalletti dopo averlo definito qualche settimana fa «un rappresentante di pompe funebri», pensa già al futuro e dice di voler costruire un ciclo sul modello della Sampdoria di Mantovani: «Nella prossima stagione costruirò una squadra da Champions e non cederò i nazionali (anche se Barzagli è stato promesso alla Juve, mentre lui preferirebbe il Milan, ndr). Sto cercando rinforzi in Sudamerica, ci piace il giovane argentino Aguero».