Roma? Ecco di cosa c’è bisogno

Tasse per i campi nomadi, assessorato per l’immigrazione, case eco-compatibili, percorsi per le bici in centro, affitto sociale, maggiore attenzione per l’arte contemporanea. Il programma del Popolo della Libertà per la capitale prende forma. E lo fa attraverso lo studio e la verifica di una trentina di proposte, avanzate però non dal fronte politico, ma da quello di studiosi ed esperti. Una cinquantina in tutto, tra professori universitari, giornalisti, esperti di economia e storici. Tutti riuniti, ieri, alla fondazione FareFuturo (il think tank di Gianfranco Fini) per lavorare al programma per Roma, quello che il candidato a sindaco del Pdl, Gianni Alemanno, presenterà nei prossimi giorni. Nel gruppo tecnico, oltre al segretario della fondazione, Adolfo Urso, anche Fabio Torriero, giornalista e responsabile della comunicazione di FareFuturo, Maria Claudia Andrini, docente di diritto privato a Roma Tre, Catia Polidori, presidente dei giovani della Confapi, Alessandro Campi, professore di storia delle dottrine politiche a Perugia.
Il punto di partenza, come ha spiegato Alemanno, incontrando in fondazione alcuni giornalisti, «è stato il programma utilizzato nel 2006» nella sfida a Veltroni. A questo, sono stati presentati 30 emendamenti, riguardanti diverse tematiche e svariati settori. Si va dal ripristino del bigliettaio sugli autobus, alle tasse per i campi nomadi (seguendo il modello svizzero) e l’aumento del biglietto per i musei, a cui però dovrebbe corrispondere una maggiore qualità dei servizi. C’è anche chi ha proposto una «politica per gli affitti», pensando ad una sorta di «quota sociale» per le famiglie meno abbienti. E poi: l’istituzione di un assessorato per l’immigrazione, che dovrebbe accorpare parte della sicurezza e parte della regolamentazione degli immigrati presenti nella capitale. Una questione, quella dell’immigrazione, tra l’altro, tra i punti cardine del programma nazionale del Pdl e più volte sottolineata anche da Alemanno: «Solo in città - spiega il candidato - ci sono almeno 20mila clandestini, per lo più Rom».
Altre proposte: promuovere le bici per il centro della città; la creazione di una «welfare community», mettendo in rete tutte le piccole e medie imprese capitoline, in link diretto con il Comune; la costruzione di case eco-compatibili con pannelli fotovoltaici; un maggiore investimento sui settori dell’arte contemporanea e dello spettacolo; vincolare tutte le municipalizzate ad avere un asilo nido interno. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Ora, si tratta di vagliare le proposte avanzate dagli esperti e accorparle al programma, cosa che ha già cominciato a fare il comitato elettorale di Alemanno. «L’elemento importante - spiega qualcuno dei presenti al tavolo tecnico - è che le nostre sono proposte che arrivano direttamente dal territorio: ciascuno di noi, nel suo settore, ha raccolto i suggerimenti provenienti dalle persone sui loro problemi reali». Ieri, intanto, Alemanno ha invitato Rutelli ad un confronto pubblico sui temi caldi della capitale: «È doveroso che questa città assista a confronti diretti».