Roma in emergenza a Firenze Totti e Perrotta si fermano

Spalletti: "Chi è forte non dipende da nessuno". L’allarme di Sacchi: "Troppe partite, campioni a rischio"

Quando stasera si accenderanno le luci del «Franchi », all’appello mancherà uno dei protagonisti più attesi. Francesco Totti si è arreso a un problema ai flessori della coscia sinistra e quindi salterà la trasferta della Romaa Firenze. Chi lo conosce bene, è pronto a giurare che il capitano giallorosso stia davvero male per dare forfeit in una gara così importante. Ma all’orizzonte ci sono la sfidascudetto con l’Inter e la rivincita europea con il Manchester. Logico che Totti, di fronte a unrisentimento muscolare, abbia voluto curarsi a Trigoria per evitare guai peggiori. Meglio rimandare l’appuntamento con il primo gol assoluto nello stadio fiorentino (che il capitano della Roma si voleva regalare per i suoi 31 anni, spegnerà le candeline domani) che saltare due partite prestigiose.

«Domenica contro la Juve Francesco ha dato il massimo, forzando molto, è normale che il recupero sia difficile con pochi giorni a disposizione», lo giustifica Spalletti. Che oggi dovrà fare a meno, oltre che del cannoniere romanista (4 reti in altrettante partite), anche di Simone Perrotta alle prese con la gastroenterite e la febbre. Due giocatori fondamentali nello scacchiere spallettiano: Perrotta è l’elemento più prezioso per i suoi inserimenti, ma ha già saltato diverse partite per infortunio; capitan Totti è il finalizzatore per eccellenza, visto che da due anni gioca stabilmente nel ruolo di centravanti. E la primaassenza stagionale del capitano in una partita ufficiale suscita un’immediata curiosità: riuscirà la Roma, adeguatamente rinforzata nel mercato estivo, a dimostrare di non essere più dipendente dal suo capitano? «Se si è forti, se si è una grande squadra non si dipende da nessuno - è la risposta di Spalletti, che non cerca alibi e che farà giocare il montenegrino Vucinic come terminale offensivo -.

Sappiamo che Totti può dare qualcosa in più,ma noi dovremo comportarci come abbiamo fatto quando ci è mancato per il suo grave infortunio, altrimenti non si arriverà in fondo. Dico anche che la differenza la faranno quelli che nell’arco dell’anno giocheranno di meno, che saranno chiamati in causa e non faranno sentire la mancanza di quelli che giocano più spesso. Questo sarà il nostro valore aggiunto». «Non vedere Totti in campo mi rende contento, lo dico a denti stretti, è un vantaggio per noi e dovremo sfruttarlo - sottolinea il tecnico viola Prandelli, che in caso di vittoria potrebbe effettuare il sorpasso in classifica -. Ma anche senza il suo capitano, la Romasarà una squadra temibile, per me è la favorita nella lotta scudetto». L’allenatore della Fiorentina, al contrario del collega giallorosso, ha addirittura il problema di abbondanza, anche se pensa a un leggero turn-over.

D’altronde gli impegni ravvicinati in campionato e le coppe europee per otto squadre di serieA hanno alzato il numero di partite e degli infortuni: stasera saranno indisponibili fra gli altri anche Montella e Volpi della Samp, il romanista Cassetti e Pinzi dell’Udinese, appena rientrato da un altro guaio fisico. L’ex tecnico del Milan e della Nazionale Arrigo Sacchi lancia il suo grido d’allarme: troppe partite provocano un peggioramento della qualità e c’è il rischio concreto del ricorso al doping per migliorare le prestazioni. «Credo che la serie A di quest’anno sia decisamente falsata perché ci sono squadre che hanno più impegni delle altre e i cui giocatori sono spesso chiamati dalle rispettive nazionali. Così i grandi campioni, tra viaggi e partite, non riescono a trovare il tempo necessario per allenarsi e migliorare le proprie prestazioni. Il calcio viene a essere penalizzato nei suoi protagonisti più importanti. Non vorrei che i troppi impegni portassero a uno sciagurato ricorso alle farmacie o, peggio, al doping. Per questo dico che bisogna giocare meno per giocare meglio».