A Roma era pronto un blitz contro i ribelli

Blocco al casello della capitale, 26 indagati: l’accusa è interruzione di pubblico servizio

da Roma

Era pronto un blitz, con il sequestro preventivo di decine di Tir disposto dalla procura di Roma, per liberare dal blocco stradale la zona del casello della A1 a Roma Sud. Solo la sospensione del blocco ha impedito che il blitz scattasse all’alba di eri.
Il provvedimento era stato predisposto dai procuratori aggiunti Nello Rossi, Gianfranco Amendola e dal pm Rodolfo Sabelli che ieri, sotto la supervisione del procuratore Giovanni Ferrara, avevano aperto un fascicolo per il reato di interruzione di pubblico servizio. I Tir sarebbero stati sequestrati ieri dalla polizia, che avrebbe tuttavia potuto agire d’iniziativa e in tutta Italia fin dal primo giorno della protesta, come prevede la legge. L’operazione era stata pianificata fin da mercoledì: ausiliari di polizia giudiziaria (autisti dell’Atac o personale in possesso della patente per condurre i Tir), avrebbero condotto i pesanti mezzi fin nei garage.
Secondo quanto si legge nel provvedimento, l’iniziativa della procura si sarebbe resa necessaria perché la sosta in prossimità del casello di Roma Sud ha determinato «condizioni tali da precludere assolutamente o rallentare in modo grave - sì da compromettere la funzione esercitata - il passaggio di autoveicoli destinati a servizi pubblici o di pubblica necessità».
Il provvedimento di sequestro, evitato grazie al raggiungimento dell’accordo, autorizza a prevedere l’adozione di analoghe iniziative da parte dell’autorità giudiziaria, almeno a Roma, se dovessero ripetersi analoghe forme di protesta. Sono 26 le persone indagate dalla procura di Roma per il reato di interruzione di pubblico servizio in concorso tra loro. Sono i proprietari dei Tir che hanno effettuato il blocco al casello di Roma sud dell’A1. A loro si è risaliti dal numero di targa degli automezzi.