Roma, febbre europea per dimenticare l’Empoli e l’addio allo scudetto

In casa Roma sono giorni di sogni. Quelli di scudetto, infranti definitivamente sabato al Castellani di Empoli, dove i giocatori di Spalletti hanno alzato bandiera bianca non solo davanti alla banda-Cagni ma anche al cospetto dello strapotere dell’Inter, che con 14 punti di vantaggio può ormai considerarsi già campione d’Italia. Ma per un viaggio onirico che finisce un altro che vuole proseguire: domani torna in scena la Champions League per la prima sfida a eliminazione diretta dei giallorossi dal 1984. I francesi del Lione adesso sembrano più abbordabili di due mesi fa, quando dall’urna elvetica uscì il loro nome affiancato a quello dei capitolini. Allora Gerard Houllier e i suoi venivano temuti perfino più di un Real Madrid o del Manchester United di Cristiano Ronaldo, mentre ora appaiono meno perfidi e più insicuri, complici i recenti passi falsi vissuti nella Ligue 1, dove continuano a dominare in classifica ma non più nel gioco. Spalletti (che ieri in un’intervista a Sky ha messo il silenziatore alla presunta polemica con Totti: «Non abbiamo discusso, l’ho solo sostituito pensando un po’ alla partita di mercoledì. C’è qualcuno che vorrebbe creare qualcosa che non c’è nel nostro rapporto, e vi assicuro che non c’è possibilità che questo accada; perché io stimo l’uomo soprattutto, che ho conosciuto molto bene. E mi sono fatto conoscere») fa la conta degli uomini a disposizione, e conferma l’unico dubbio legato ai centrali di difesa: Chivu e Mexes, assenti in Toscana, sono acciaccati ma proveranno a recuperare fino all’ultimo. Per il momento lavorano nella palestra del «Fulvio Bernardini», seguiti passo dopo passo dal preparatore atletico Luca Franceschi. Nel quartier generale romanista più d’uno è pronto a giurare che il romeno e il transalpino (che è assente ormai da un mese) faranno parte della lista dei convocati. Insieme a loro dovrebbe rientrare in gioco anche Alberto Aquilani, lungodegente dell’infermeria che nelle ultime ore è ripartito col potenziamento muscolare. Così, mentre il genuino Daniele De Rossi suona la carica, ci si prepara al testa a testa fra i gioielli Totti-Juninho, con i due capitani che si sono inviati nelle ultime ore messaggi di reciproca stima. Un po’ come ha fatto il tecnico del Lione, che sabato ha assistito a Empoli-Roma: «A Spalletti mancavano troppi elementi importanti, la Roma vera è tutt’altra cosa». Così svanisce perfino la tipica spocchia dei transalpini, il che è tutto un dire per chi sta descrivendo una sfilza di sogni. Che a volte diventano inaspettatamente realtà. Come quelli del botteghino, che mercoledì potrebbe registrare un incasso vicino ai tre milioni di euro: al momento sono stati venduti 70mila biglietti. Non male per chi fantastica il ritorno dei tifosi sulle gradinate degli stadi.
E non vanno tralasciati neanche i sogni dei ragazzi della Roma Primavera, che oggi a Viareggio proveranno ad alzare al cielo la Coppa Carnevale sedici anni dopo l’ultima conquista, anno 1991, Roma-Napoli 3-1. L’appuntamento per l’eroe della semifinale, il portiere Pipolo (che ha parato tre calci di rigore) e per i suoi fratelli è per le 15 di oggi pomeriggio, antagonista di turno il Genoa. Comunque vada i figliocci di Alberto De Rossi meritano il plauso per aver riportato alla ribalta il settore giovanile del «Fulvio Bernardini», che torna a disputare la finale del torneo tre lustri dopo lo sfortunato Fiorentina-Roma 3-2, mentre c’è attesa per Stefano Chuka Okaka, ancora all’asciutto nel torneo.